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Minori: associazione, istituire giornata contro figlicidio. Don Ciotti, non bastano leggi e diritti bimbi diventino realtà

25 Feb Minori: associazione, istituire giornata contro figlicidio. Don Ciotti, non bastano leggi e diritti bimbi diventino realtà

25.02.2015 | Ansa

Roma – Istituire il 25 febbraio Giornata nazionale di sensibilizzazione contro il figlicidio, “ovvero contro l’uccisione di un bambino intesa come effetto collaterale del femminicidio e della violenza sulle donne” nell’ambito di un conflitto tra genitori. E’ quanto chiede al Parlamento la presidente dell’associazione “Federico nel cuore”, Antonella Penati, il cui figlio, Federico Barakat, è stato ucciso dal padre il 25 febbraio 2009 a San Donato Milanese, durante un incontro in ambito protetto, “davanti ai servizi sociali”. Serve una giornata nazionale contro il figlicidio, ha insistito Penati nel corso di un convegno a Roma, a “nome di tutti i bambini uccisi in questi anni a seguito di episodi di violenza” consumati in famiglia e conseguenza di conflitti tra genitori. “Un orrore – ha sottolineato il presidente di Libera e fondatore del gruppo Abele, don Luigi Ciotti – che non può finire sotto silenzio. I diritti dei minori vengono prima dei diritti dei genitori e non possono essere solo enunciati, ma devono tradursi in realtà. Una responsabilità di ognuno di noi”. “Con tutti i tagli che vengono fatti alle risorse – ha aggiunto don Ciotti – la sicurezza non è garantita più fino in fondo”, ma “c’è la vita delle persone” da difendere. Ciò che serve, ha ribadito Antonella Penati, perché quanto accaduto a Federico non capiti ad altri bambini è “un dispositivo di legge che regoli gli ambiti protetti in modo unitario su tutto il territorio nazionale”. Serve inoltre “più formazione tra gli assistenti sociali, perché non diventino burocrati con interessi”, e che “i giudici ritrovino il loro ruolo giudicante, ascoltando i bambini e non limitandosi a leggere le relazioni dei servizi sociali”. Su questo tema, ha concluso la presidente della Commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, “non basta l’intervento del legislatore in materia processuale, ma occorre la sinergia degli interventi e un coordinamento” del sistema di tutela dei minori. “Dobbiamo metterci al lavoro per verificare se quest’ultimo è uniforme nel nostro paese e fare in modo che le eccellenze diventino normalità in tutto il paese. Inoltre bisogna lavorare sulla formazione di magistratura, operatori sociali e sanitari e forze dell’ordine”.



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