About Us

8 marzo: intervista all’assessora Monica Cerutti

08 Mar 8 marzo: intervista all’assessora Monica Cerutti

Il disegno di legge contro la violenza di genere approvato il 16 febbraio dal Consiglio regionale è il primo pensato e studiato nel pieno del rispetto del linguaggio di genere previsto nella carta d’intenti Io parlo e non discrimino, che la Regione Piemonte sottoscriverà, oggi 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna.
Giornata dedicata alle conquiste dei diritti sociali, politici ed economi che nel corso della storia le donne si sono guadagnate con impegno e sacrificio. Ricorrenza che ci deve far ricordare le lotte condotte in favore della dignità delle donne e contro violenze e abusi che ancora oggi molte subiscono.
La strada è in salita e gli obiettivi da raggiungere sono ancora molti, come molteplici sono le persone e le istituzioni che si impegnano nel costruire, tassello per tassello, iniziative e leggi volte a garantire le tutele verso le vittime di violenze. Abbiamo chiesto all’assessora alle Pari Opportunità, Monica Cerutti, di parlarci di questa legge da lei fortemente voluta.

Ci parli del percorso che ha portato all’approvazione di questa legge di fondamentale importanza, delle sfide, degli ostacoli, ma anche di come e da chi e’ stata fortemente sostenuta e voluta.
La legge regionale n. 4 del 24 febbraio 2016 è frutto di anni di approfondimento e lavoro comune con le associazioni di donne che si occupano del contrasto a questo fenomeno. In tanti hanno contribuito alla stesura del testo, dalle consigliere e consiglieri regionali, alle colleghe e ai colleghi di giunta, e a tutti i tecnici che a diverso titolo lavorano su questa problematica. Tutti hanno fornito suggerimenti nel percorso partecipativo che ha portato alla versione definitiva del testo. Ora il  Piemonte ha uno strumento a 360 gradi per contribuire concretamente alla lotta contro la violenza di genere.

Ci parli dei passaggi della legge che lei ritiene siano i più significativi, efficaci e innovativi nella lotta contro la violenza di genere.
Prima di tutto abbiamo istituito il Codice Rosa che prevede l’attivazione nelle strutture sanitarie e ospedaliere del percorso di tutela per le donne vittime di violenza; uno strumento che renderà operativa un’equipe multidisciplinare, con l’esenzione del ticket sanitario. Inoltre abbiamo istituito il Tavolo di coordinamento regionale dei Centri antiviolenza, utile a facilitare il contronto, lo scambio di informazioni e la condivisione di esperienze. In Piemonte nel 2015 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza sono 1650. Infine questa è anche la prima legge che è stata studiata nel pieno rispetto del linguaggio di genere previsto nella Carta d’Intenti “Io parlo e non discrimino” che la Regione Piemonte ha sottoscritto in questi giorni e che ci impegna ad adottare e promuovere percorsi di sensibilizzazione volti alla diffusione di una cultura di riconoscimento del genere e all’eliminazione di forme di discriminazione di genere nel linguaggio.

Quali sono secondo lei i tasselli mancanti di questa legge ? A livello legislativo può essere considerata un punto di arrivo?
Ovviamente questo non è un punto d’arrivo e di cose da fare ne abbiamo molte a cominciare dal continuare a stare vicini alle operatrici e agli operatori che quotidianamente sostengono le vittime di violenza. Comincerò presto un giro dei centri antiviolenza e delle case rifugio presenti sul territorio regionale. Se dobbiamo mettere in risalto carenze, la principale è avere sī risorse stanziate, ma che dovrebbero essere incrementate.

Il prossimo passo previsto quale sarà?
Auspico che presto possa essere approvato anche il disegno di legge numero 141 “Norme di attuazione del divieto di ogni forma di discriminazione e della parità di trattamento nelle materie di competenza regionale” che mira a contrastare le discriminazioni a 360° sotto il profilo del sesso, dell’orientamento sessuale, dell’età, della disabilità e della provenienza etnica. Un testo che vuole trovare risposte anche a quelle situazioni che sono somme di discriminazioni come nel caso delle donne straniere rifugiate. Concretamente stiamo lavorando per sostenere le associazioni che operano contro il loro sfruttamento nel progetto “Piemonte in rete contro la tratta”.

La lotta alla violenza di genere è anche culturale. Questa legge prevede percorsi di questo genere?
Certamente! Nella legge affrontiamo anche il tema della violenza assistita, dell’accompagnamento lavorativo alle vittime di violenza, nonché le azioni rivolte agli autori di violenza. Altro capitolo centrale è la formazione degli operatori e delle operatrici. Inoltre nell’impostazione quadro della legge la novità è l’inserimento della prevenzione, prevedendo il sostegno all’educazione all’affettività, alla cultura del rispetto fra i sessi, al superamento degli stereotipi all’interno degli istituti scolastici, ma anche dei luoghi di lavoro

Oggi 8 marzo, Giornata Internazionale delle Donne, cosa si sentirebbe di dire a tutte le donne vittime di violenza?
L’invito è sempre lo stesso: le donne che subiscono violenza non devono rimanere in silenzio, ma devono denunciare! Quasi sempre la violenza viene commessa dentro le mura domestiche da uomini che dicono di amarci, ma non è vero perché l’amore non è mai violento. Oggi la Regione Piemonte vuole fornire alle donne piemontesi uno strumento in più, una Mappa Geografica pubblicata sul sito regionale nell’area tematica delle Pari Opportunità che raccoglie tutti i contatti e la geolocalizzazione dei 17 centri antiviolenza regionali. Se avete subito violenza non chiudetevi in voi stesse, chiedete aiuto perché non si conosce mai il confine oltre il quale potrebbe sfociare la follia.

(acmos.net)



Facebook

Twitter

YouTube