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A carte scoperte contro la “Bluff economy”

14 Mar A carte scoperte contro la “Bluff economy”

francescomaggioUn libro per capire l’origine della crisi mondiale e riavvolgere il nastro sui più grandi disastri economici degli ultimi anni. Francesco Maggio, economista e autore del saggio pubblicato dalle edizioni Gruppo Abele, li chiama i bluff dell’economia “creativa”. Cinica e spregiudicata a tal punto da non esitare a giocarsi la carta dell’azzardo morale (Moral hazard) pur di salvaguardare interessi singoli a discapito del benessere comune. Come uscirne? Lo abbiamo chiesto all’autore di “Bluff economy”.

Nella prima parte del suo libro, Lei analizza la situazione economica pregressa alla crisi in cui ci troviamo attualmente. Come e quando nasce l’idea di questo saggio?
Il libro nasce da una considerazione: nel momento in cui si è cominciato ad approfondire e analizzare questa crisi, molti hanno incentrato l’attenzione sulle conseguenze, mentre laddove ci si è soffermati sulle cause, esse sono state interpretate soprattutto con una chiave di lettura “meccanicistica”. Come se l’economia obbedisse a delle leggi di logica consequenzialità.

Cosa caratterizza invece l’economia del bluff?
Io ho ravvisato (e il titolo testimonia proprio questo), una sorta di denominatore comune alla base di questa crisi dalla quale ancora non usciamo: a bluffare sono stati in tanti.
Ha bluffato il mondo della finanza, epicentro della crisi che ormai da cinque anni pervade tutto il mondo, ma hanno bluffato anche tanti altri attori dell’economia: coloro che dietro la definizione di “imprenditore socialmente responsabile” non si comportano in questo modo; i manager (tanti) che alle prime avvisaglie di crisi hanno preferito licenziare e nel contempo continuare ad assegnarsi maxi bonus; l’hanno fatto anche molti enti “non profit”, quelli che dietro a proclami altisonanti non propongono nulla. Ciascuno ha le sue responsabilità, ma il denominatore comune è unico: non dire la verità, bluffare, chi con più responsabilità e chi con meno.

Nel suo libro non troviamo soltanto un resoconto puntale del “veleno” che ci ha portati a questa situazione, ma anche la speranza che se ne possa uscire, come?
Certamente è possibile uscire da questo stato. Assieme a chi ha bluffato, ci sono stati anche tanti altri soggetti che nonostante le difficoltà hanno continuato a fare egregiamente il loro dovere; per esempio, quei manager che si sono ridotti lo stipendio pur di non licenziare. In questo frangente che ormai dura da anni c’è chi correttamente, con coraggio, ha portato e porta avanti la propria attività e queste persone possono dare una spinta propulsiva al cambiamento.
E poi c’è un’opinione pubblica matura abbastanza da andare a vedere le carte e scoprire il bluff, come accenno nel sottotitolo del libro. Fuori di metafora, “scoprire le carte” significa accrescere la domanda di trasparenza, andare a vedere cosa c’è dietro a determinati proclami e dietro a certe decisioni. È necessario portare avanti un’istanza di pulizia, di etica: il sistema economico, volente o nolente, dovrà alla fine corrispondere a questa richiesta.

(cristina soriano)



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