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A Torino gli ambasciatori della campagna internazionale “Stop Tb”

07 Dec A Torino gli ambasciatori della campagna internazionale “Stop Tb”

Attori, registi, cantanti, presentatori e giornalisti provenienti da Sud Africa, Giordania, Perù, Pakistan, Georgia, Sudan, Nepal e Ghana hanno visitato questa mattina i servizi di accoglienza del Gruppo Abele nell’ambito della campagna internazionale “Stop Tb”. Si tratta della delegazione dei Goodwill Ambassadors dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità: nove tra cantanti, attori, registi, presentatori e giornalisti provenienti da diversi paesi del mondo, riuniti per incontrare le Istituzioni e affrontare un tema purtroppo ancora attuale anche in Italia. L’iniziativa è promossa da Stop Tb Italia, Stop Tb Partnership, International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies, Lilly MDR-TB Partnership e con il contributo dell’organizzazione mondiale della Sanità (Oms).
Con questa iniziativa, la città piemontese è diventata capofila europea nelle iniziative di prevenzione e con essa il Gruppo Abele, che  partecipa al progetto Impact.

“Gli ambasciatori della campagna – spiegano gli organizzatori – nei loro paesi sono delle star, seguite da centinaia di migliaia di persone. Con le loro testimonianze e il loro impegno contro la tubercolosi hanno già aiutato tanti connazionali, sensibilizzando sull’importanza di effettuare il test e sulle modalità di cura, semplici e poco costose”.
Oggi i Goodwill Ambassadors sono stati a Torino, per portare il loro messaggio agli immigrati dei loro paesi e ai cittadini torinesi. Perché la tubercolosi è ancora un problema, ma si può sconfiggere. La malattia può essere diagnosticata gratuitamente nelle strutture sanitarie. E, in caso di positività del test, la cura dura sei mesi ed ha un costo di circa 20 euro”.

La Tbc a Torino
Nonostante i recenti casi di cronaca, la situazione a Torino non è allarmante, anche se il riaffiorare di alcuni focolai è il segnale che bisogna sempre stare in allerta. Per combattere la malattia bisogna innanzitutto “stanarla” e farla venire alla luce precocemente.
Per questo il Gruppo Abele porta avanti il Progetto Impact, un’iniziativa europea che vede coinvolte Repubblica Ceca, Slovacchia, Olanda oltre che, in Italia, anche Roma e ha come obiettivo quello di prevenire l’insorgere e la diffusione dell’infezione fra le popolazioni “marginali”. Il progetto durerà fino al giugno 2012 e prevede lo screening di almeno 1.000 persone con la finalità di individuare precocemente eventuali infezioni e di incrementare  l’attenzione a livello di prevenzione e informazione.

“L’obiettivo del progetto Impact –  spiega Leopoldo Grosso, vice presidente del Gruppo Abele – non è quello di sostituirsi al servizio sanitario nazionale, ma di essere uno strumento ausiliario, per raggiungere soprattutto quella parte della popolazione più “ai margini”, che potrebbe non essere intercettata o avere difficoltà a raggiungere i Servizi”.

“La tubercolosi è una malattia prevenibile e curabile: la principale misura di prevenzione primaria è trovare, curare e isolare tempestivamente i malati  per impedire o ridurre la trasmissione dell’infezione” – aggiunge il dottor  Massimiliano Bugiani, membro del Direttivo Stop TB e Direttore Pneumologia alla ASL TO2 – In Piemonte dal ’90 ad oggi sono state emanate raccomandazioni per migliorare il controllo della malattia sul territorio e nelle strutture comunitarie, in particolare quelle sanitarie, ed è stata identificata un’efficace rete di centri di riferimento clinici ed epidemiologici, come il Presidio-CPA di Torino per  la prevenzione e la cura ed il SEREMI di Alessandria per l’osservazione epidemiologica”. Questi episodi recenti dimostrano tuttavia che molti sforzi devono essere ancora fatti- continua il dottor Bugiani – per migliorare le misure igieniche generali, la formazione e l’informazione dei medici, del personale e dei cittadini e, più in generale, per rinforzare, piuttosto che ulteriormente smantellare, le strutture deputate al controllo della malattia sul territorio e nei luoghi di cura, non solo per evitare il ripetersi di questi episodi ma  per puntare all’eradicazione della malattia, consapevoli che, in assenza di un vaccino efficace, questo obiettivo è difficile da raggiungere se non con la diffusa applicazione di  un piano globale di controllo come quello promosso dall’OMS e STOP-TB”.

Alcuni dati
Il 73% dei casi totali di tubercolosi notificati nel 2008 dall’Istituto Superiore di Sanità provengono da Piemonte, Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna. In Piemonte sono stati registrati il 9% dei casi nazionali e Torino conta da sola il 56% di tutte le manifestazioni regionali (219 casi).

(manuela battista)



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