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Acqua: don Ciotti, beni comuni devono restare fuori da logiche di mercato

25 May Acqua: don Ciotti, beni comuni devono restare fuori da logiche di mercato

Torino – ”I beni comuni devono restare fuori dalle logiche di mercato”. A sottolinearlo il fondatore del Gruppo Abele, don Luigi Ciotti, intervenuto oggi ad un’iniziativa promossa dalla Cgil a sostegno del sì al referendum sull’acqua i prossimi 12 e 13 giugno. ”La gestione privata – ha detto don Ciotti – non è da respingere a priori, ma è necessario che il gestore sia un soggetto fortemente radicato sul territorio e soprattutto animato da spirito pubblico e responsabilità sociale. Che sia gestita privatamente o a livello statale, l’acqua rimane una cosa pubblica”. ”Certo – ha evidenziato il fondatore del Gruppo Abele – un problema sono gli sprechi, solo nel 2008 si e’ registrata a livello nazionale una perdita del 47% di acqua potabile, ma la gestione della rete idrica ad aziende miste o private ha comportato in tutto il paese aumenti di bolletta, basti pensare che nel 2002 ogni italiano pagava in media 182 euro l’anno per il servizio idrico, oggi siano a 301 euro, il 65% in più”. Per questo, secondo don Ciotti ”solo un grande investimento educativo e culturale che coinvolga scuole, famiglie , informazione, può rimettere al centro della coscienza dei cittadini la priorità del bene comune come principio essenziale di democrazia e di progresso sociale, ma è necessaria – ha concluso – anche una profonda, radicale trasformazione della politica che oggi non solo non impedisce la crescita indiscriminata di interessi particolari, ma spesso è lei stessa espressione di questa politica, mentre i principali canali informativi, ‘sensibili’ alle pressioni della politica e dell’economia, non hanno dato certo un buon esempio”.



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