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Al Gruppo Abele i proventi dell’autobiografia di Vasco

23 Nov Al Gruppo Abele i proventi dell’autobiografia di Vasco

vascoluigiSarà devoluto al Gruppo Abele il ricavato delle vendite de La Versione di Vasco, l’autobiografia del rocker di Zocca uscita oggi per Chiarelettere. Vasco Rossi, “non più rockstar ma social-rocket”, come si autodefinisce nella sua pagina Facebook, apre le porte della sua vita ai fan con un libro fatto di racconti, frasi di canzoni, episodi, commenti, sensazioni e umori. E anche del suo legame con il Gruppo Abele. “Ognuno ricorda le cose alla sua maniera – scrive Vasco – ognuno un po’ se la racconta. Le biografie sono tutte false, ma io sono stato franco, e con questo libro di dichiarazioni forse si capirà di più la mia versione, la versione di Vasco”. Un’autobiografia sui generis, quella di Vasco Rossi, un’antologia di aforismi e aneddoti raccolti in 30 anni di carriera e 160 pagine. Dieci i capitoli, che vanno dagli esordi raccontati in Un gran bel film fino alla vita famigliare, narrata attraverso gli occhi della compagna di una vita, Laura, figura che ritorna spesso nel libro, e di Davide, Luca e Lorenzo, i figli del cantautore.
Nel libro c’è spazio anche per un Vasco più intimo. “Sono un’anima in pena, mai contento, mai felice, mai sereno. Mai soddisfatto. Eternamente alla ricerca di qualcosa. Il mio ‘male di vivere’ lo combatto con la musica e le canzoni”.
In diversi punti dell’autobiografia Vasco affronta anche il problema della droga: “L’eroina non bisogna assolutamente nemmeno provarla. È letale, basta una volta o due e non riesci più a uscirne. In cinque o dieci anni sei morto”. E a proposito del presidente e fondatore del Gruppo Abele, Luigi Ciotti, Vasco scrive: “Don Ciotti è una grande persona, un grande anima. Ho sempre pensato che approcciasse il problema della tossicodipendenza nel modo giusto”. Proprio nella Fabbrica delle “e”, la sede del Gruppo Abele, Vasco Rossi aveva presentato il suo album Buoni o cattivi, nel 2004. “Ho scelto questa sede – ha aveva detto il Blasco – perché apprezzo e ammiro il lavoro di don Ciotti e di chi collabora con lui. Ne condivido lo spirito e la filosofia, racchiusa nello slogan educare e non punire”.
“Esploderò come una cometa”: così si congeda Vasco dai suoi fan, nelle ultime pagine del libro. Ma i titoli di coda, malgrado trent’anni di vita spericolata, sembrano ancora lontani.

(federica grandis)



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