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Appello per salvare il Centro Frantz Fanon

10 Jan Appello per salvare il Centro Frantz Fanon

Il Centro Frantz Fanon cessa la propria attività presso l’ASL TO 1 a partire dal 15 gennaio 2013 a causa del non rinnovo della convenzione fra l’ASL TO1 e l’Associazione Frantz Fanon. Don Ciotti e il Gruppo Abele aderiscono all’appello per non interrompere il percorso dei 250 pazienti adulti, minori, nuclei famigliari seguiti nel corso del 2012 e al momento in carico presso il Centro Il Centro Frantz Fanon, da oltre dieci anni ospite dell’ASL TO 1 (ex ASL 2) grazie a una convenzione per l’uso dei suoi locali, e dal settembre 2009 operante all’interno degli accordi stabiliti da una gara d’appalto per le attività cliniche e di mediazione culturale rivolte alla popolazione immigrata, ha appreso che dal 15 gennaio 2013 cessa il contratto d’affitto fra l’ASL e il proprietario dei locali dove attualmente il Centro opera.

Il testo dell’Appello
Il Centro Frantz Fanon – nato nel 1996 come “gruppo di lavoro” dell’ASL 1 – in questi sedici anni ha potuto operare grazie a tre diverse convenzioni tra l’omonima Associazione e alcune AASSLL cittadine: – la prima, stipulata con l’allora ASL 1 (Dipartimento di Educazione sanitaria e Dipartimento di Salute Mentale), prevedeva l’uso di alcuni locali ubicati in Via Bertola 53, sede del Dipartimento di educazione sanitaria e di altri servizi, fra cui un Centro di Salute Mentale;
– la seconda, stipulata nel 2002 con l’allora ASL 2, per l’uso dei locali di Via Vassalli Eandi 18 (all’interno del Dipartimento di Salute Mentale: deliberazione n. 27/DS/01/02);
– la terza firmata, il 14 luglio 2009 con l’attuale ASL TO1 (Azienda nata dall’aggregazione dell’ASL 1 e dell’ASL 2), grazie al Bando per la mediazione culturale nei Servizi di Salute Mentale (Deliberazione n. 395/B04/09 del 17 aprile 2009), vinto dall’Associazione Fanon.
Il Centro Frantz Fanon è dunque operativo all’interno del territorio dell’ASL TO1 dal 1996. Oltre 1600 sono i pazienti seguiti in questi anni sedici anni, 250 quelli in carico nel corso dell’ultimo anno (2012).
Nel mese di dicembre 2012, dopo una proroga, è terminata la convenzione relativa all’appalto di mediazione culturale all’interno dei Servizi di Salute Mentale, tuttavia nessuna comunicazione è mai pervenuta circa la convenzione stipulata nel 2002 e relativa all’uso dei locali del Dipartimento (cessazione, sussunzione all’interno di altro progetto, ecc.).

– la prima, stipulata con l’allora ASL 1 (Dipartimento di Educazione sanitaria e Dipartimento di Salute Mentale), prevedeva l’uso di alcuni locali ubicati in Via Bertola 53, sede del Dipartimento di educazione sanitaria e di altri servizi, fra cui un Centro di Salute Mentale;
– la seconda, stipulata nel 2002 con l’allora ASL 2, per l’uso dei locali di Via Vassalli Eandi 18 (all’interno del Dipartimento di Salute Mentale: deliberazione n. 27/DS/01/02);
– la terza firmata, il 14 luglio 2009 con l’attuale ASL TO1 (Azienda nata dall’aggregazione dell’ASL 1 e dell’ASL 2), grazie al Bando per la mediazione culturale nei Servizi di Salute Mentale (Deliberazione n. 395/B04/09 del 17 aprile 2009), vinto dall’Associazione Fanon.
Il Centro Frantz Fanon è dunque operativo all’interno del territorio dell’ASL TO1 dal 1996. Oltre 1600 sono i pazienti seguiti in questi anni sedici anni, 250 quelli in carico nel corso dell’ultimo anno (2012).
Nel mese di dicembre 2012, dopo una proroga, è terminata la convenzione relativa all’appalto di mediazione culturale all’interno dei Servizi di Salute Mentale, tuttavia nessuna comunicazione è mai pervenuta circa la convenzione stipulata nel 2002 e relativa all’uso dei locali del Dipartimento (cessazione, sussunzione all’interno di altro progetto, ecc.).

Il Centro Frantz Fanon rappresenta nel panorama italiano un’esperienza unica e costituisce un Servizio di eccellenza (già nel 1999 il Tribunale dei Diritti del Malato di Torino lo includeva all’interno dei servizi e delle istituzione meritevoli di menzione in quanto esempio di “buona pratica”). Lo testimoniamo il riconoscimento scientifico internazionale di cui il Centro Fanon è stato oggetto, nonché le attività di supervisione e di formazione che i suoi membri sono stati chiamati a svolgere negli anni scorsi in diversi paesi (Palestina, Colombia, Svizzera ecc.) in virtù dell’esperienza e dei risultati realizzati a Torino (oggetto, fra l’altro, di una vasta produzione scientifica)1. Tutto ciò sembra tuttavia incontrare oggi la più totale indifferenza dell’ente con il quale da più anni è stata avviata un’intensa collaborazione.

Punto di riferimento per numerose Istituzioni sanitarie anche in altre Regioni, l’Associazione Fanon ha inoltre stipulato nel corso di questi anni convenzioni per la formazione, la supervisione e la ricerca (con l’ASL 4 di Chiavari, l’ASL di Reggio Emilia, il Progetto SPRAR2 di Reggio Emilia, il Progetto SPRAR di Ancona, l’ Ordine degli Psicologi della Campania – Napoli, il Progetto SPRAR di Genova, l’ARCI-Nazionale di Roma, oltre che con diversi gruppi di ricerca, associazioni e cooperative del privato sociale operanti sul tutto il territorio nazionale. Il Centro Fanon ha offerto infine un servizio pubblico di attività clinica alla Commissione Territoriale per la Protezione Umanitaria (Ministero degli Interni, Rete Nirast), garantendo alla Commissione presente a Torino la presa in carico di utenti richiedenti asilo vulnerabili e sofferenti a causa delle loro passate esperienze traumatiche (tortura, violenze, lutti ecc.). Da anni l’Associazione colabora inoltre con il Comune di Torino, in particolare con l’Ufficio Minori Stranieri e con l’Ufficio Stranieri, Nomadi e Adulti in difficoltà.
In alcuni progetti europei, l’Associazione Frantz Fanon ha avuto ruoli di rilievo all’interno di Comitati scientifici e gruppi di ricerca: al loro interno ha garantito attività gratuita di formazione e aggiornamento per il personale dell’ASL TO1 (Progetto T-SHARE) o di altre AASSLL cittadine (ex-ASL 4 all’interno dei programmi HPH).
L’Associazione Frantz Fanon, preoccupata del silenzio in merito agli sviluppi della propria attività concernente gli utenti stranieri, ha cercato negli scorsi mesi di contattare i dirigenti ed avere informazioni sulle prospettive di intervento a favore di cittadini stranieri affetti da disturbi psichici ma, ad oggi, non ha ricevuto alcuna comunicazione o risposta. In particolare, senza esito è rimasta la comunicazione, inviata prima via e-mail (in data 16 novembre 2012), poi, a distanza di una settimana, depositata in cartaceo presso la Segreteria della Direzione Generale dell’Asl (in data 22 novembre 2012), il cui testo si riporta qui per esteso:

«Egr. Direttore Generale
Dott.ssa Giovanna Briccarello
Egr. Direttore Sanitario
Dott. Paolo Simone
in qualità di socio fondatore e membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Frantz Fanon – in assenza in questo momento del suo Responsabile Scientifico, Prof. Roberto Beneduce che si trova per motivi di lavoro all’estero – chiedo gentilmente di poter avere un incontro per aggiornarVi sull’attività clinica in corso presso il “CENTRO FRANTZ FANON” nei locali del DSM dell’ASL TO1 di via Vassalli Eandi 18 (“Servizio di counselling, psicoterapia e supporto psicosociale per gli immigrati, i rifugiati e le vittime di tortura”). Il Centro, che vede un consolidato riconoscimento a livello nazionale e internazionale e che sta regolarmente svolgendo le sue attività, nonostante l’appalto sia scaduto, non ha ancora ricevuto informazioni sull’evoluzione delle attività nel 2013. In vista dunque di una dislocazione dei locali, e per poter comunicare tempestivamente e adeguatamente con i pazienti attualmente in carico presso la struttura dell’ASL, Vi chiediamo un colloquio.
RingraziandoVi per l’attenzione, colgo l’occasione per porgerVi i miei più cordiali saluti
Simona Taliani»

Con il presente appello, chiediamo:
1. che l’Amministrazione dell’ASL risponda al più presto all’Associazione Frantz Fanon, anche in ragione dell’urgenza posta dalla necessità di garantire continuità terapeutica agli utenti attualmente in carico (140 pazienti dei 250 sono residenti in territorio ASL TO1);
2. che l’Amministrazione invii una comunicazione scritta da cui si evinca se è o meno ancora valida la convenzione stipulata nel 2002 per l’uso dei locali del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL TO1 (allora ASL 2), e ciò senza oneri aggiuntivi a carico dell’Amministrazione dell’ASL TO1, per attività connesse all’intervento clinico a favore della popolazione immigrata residente nell’ASL TO 1.
3. che l’Amministrazione aziendale dica perché si è rinunciato al progetto di collocare nei locali di via della Consolata – vuoti, almeno fino al 31 dicembre 2012, nonostante siano stati ristrutturati – il Polo “Salute e Migrazione” (Centro ISI e Centro Frantz Fanon) come progettato nel 2009-2010.
Sorge spontanea infatti una domanda: perché si parlava nel 2009-2010 di costituire un Polo “Salute e Migrazione” nei locali di via della Consolata (ex-Servizio di Igiene) – ristrutturati proprio per questo uso e al cui interno collocare sia il Centro ISI che il Centro Frantz Fanon – , si procedeva alla visione degli stessi da parte dell’allora Direttore del DSM ASL TO1 e dell’allora Presidente dell’Associazione Frantz Fanon, mentre oggi questa soluzione non sembra più interessare gli amministratori nonostante gli spazi ci siano e non siano stati destinati ad altra funzione?

Qualora la convenzione sull’uso dei locali sia ancora operativa, si chiede infine di progettare per il 2013 in collaborazione con l’Associazione e a partire dalle risorse immobili dell’Azienda una soluzione alternativa ai locali di via Vassalli Eandi 18, affinché il Centro possa continuare ad operare, nel migliore interesse degli utenti dell’ASL TO1.
In fede,



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