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Appello per un Piemonte solidale a livello internazionale e locale

07 Jun Appello per un Piemonte solidale a livello internazionale e locale

Le principali 25 associazioni (tra cui il Gruppo Abele) che si occupano di cooperazione internazionale riunite nel COP – Consorzio Ong Piemontesi, i 32 Comuni piemontesi riuniti nel CoCoPa – Coordinamento dei Comuni per la Pace (con la Città e la Provincia di Torino) e ReCoSol – la Rete dei Comuni Solidali (nata in Piemonte e che rappresenta oggi 266 soggetti pubblici in tutta Italia di cui, in Piemonte, 97 Comuni, 1 Provincia e 8 Comunità Montane) hanno promosso un appello per chiedere alla Regione Piemonte che non venga azzerato con un colpo di spugna il suo sostegno al sistema di solidarietà e di cooperazione allo sviluppo della nostra Regione.
Oltre 350 soggetti piemontesi nel giro di soli 15 giorni lo hanno sottoscritto direttamente o attraverso i loro coordinamenti.

Forse non tutti sanno che la Regione Piemonte negli ultimi 15 anni ha promosso, realizzato e sostenuto centinaia di interventi di cooperazione internazionale, dalle prime attività (1995) di solidarietà  verso le popolazioni colpite dalle guerre nei Balcani al lancio, nel 1997, del suo Programma per la Sicurezza Alimentare e la Lotta alla Povertà in Africa Occidentale. Un impegno realizzato in forma così efficiente da far assumere alla nostra Regione un ruolo di primo piano a livello italiano, europeo ed internazionale e da attrarre significativi finanziamenti internazionali.

Le risorse pubbliche stanziate sono state direttamente spese nei Paesi di intervento, a favore delle popolazioni più povere del pianeta, soprattutto donne e bambini. Oltre 150 progetti sostenuti ogni anno, in più di 50 Paesi fra i più poveri del mondo, realizzati grazie alla collaborazione di oltre 800 soggetti piemontesi di vario tipo (associazioni, enti locali, università e centri di formazione, scuole, aziende sanitarie, associazioni di categoria, enti religiosi, ecc.) e altrettanti partner operativi nelle zone beneficiarie. Centinaia di migliaia di persone che hanno avuto l’opportunità di migliorare le loro condizioni di vita beneficiando di interventi in importanti settori come: la salute, l’educazione, la lotta alla malnutrizione, l’accesso alle risorse idriche, l’agricoltura, la zootecnia, la protezione dell’ambiente, la formazione professionale, lo sviluppo locale, il rafforzamento istituzionale, la lotta alle mutilazioni sessuali e per i diritti delle donne,… (www.regione.piemonte.it/affari_internazionali)
Le risorse sono sempre state assegnate con rigorosi bandi pubblici riservati a Enti ed associazioni le cui competenze ed esperienze pregresse sono state attentamente valutate, i progetti realizzati sono stati monitorati e valutati da organizzazioni esterne, oltre che visitati in più occasioni da assessori competenti, consiglieri regionali, rappresentanti di associazioni e centinaia di cittadini.
I risultati raggiunti sono stati il prodotto della volontà trasversale di tutti gli schieramenti politici che ha portato all’approvazione nel tempo di ben 3 specifiche leggi di riferimento. A portare da zero ai livelli raggiunti negli ultimi anni la cooperazione internazionale regionale sono state infatti due Giunte di centro-destra (Presidente Enzo Ghigo, 1995-2000 e 2000-2005) e poi una Giunta di centro-sinistra (Presidente Mercedes Bresso).

Proprio alle popolazioni dei Paesi da cui provengono molti degli immigrati extracomunitari in Piemonte si sono rivolti la maggior parte degli aiuti, in concreta applicazione del principio ancora recentemente ribadito, di cercare di aiutare le persone a costruirsi un futuro nel proprio Paese di origine. In questa opera di solidarietà, di scambio e di crescita culturale la Regione Piemonte è stata in grado di coordinare e stimolare il lavoro di centinaia di Enti pubblici e privati che hanno contributo a più che raddoppiare i finanziamenti stanziati dalla Regione, costruendo un sistema di cooperazione che ha rafforzato l’immagine della nostra Regione a livello internazionale come apportatrice di cultura di pace e solidarietà, di competenze e conoscenze, di relazioni di amicizia e di collaborazione con popoli e regioni di tutto il mondo.
Un sistema che ha anche avuto ricadute positive sulla occupazione di centinaia di giovani, che hanno lavorato nei progetti realizzati volontariamente o in forma retribuita, e che in alcuni casi hanno permesso anche alle imprese piemontesi di apportare la propria esperienza.
Questo sistema rischia oggi di essere smantellato. Di non avere più il sostegno che la Regione Piemonte aveva garantito in questi anni
per contribuire proprio alla sua costruzione e al suo rafforzamento.

Nel 2010 le risorse destinate dalla Regione Piemonte a sostegno di progetti di Cooperazione Internazionale sono state tagliate più del 70% e quelle destinate dal bilancio 2011 rischiano di essere azzerate.

Il risultato, se così fosse, sarà che tutti quei soggetti attivi per la cooperazione internazionale, che OVVIAMENTE continueranno il proprio impegno pur con risorse gravemente ridotte, lo faranno senza più avere il sostegno politico e finanziario della Regione Piemonte.
Non si potrà più affermare che la Regione Piemonte è un’istituzione che sostiene, indirizza e governa la volontà che il territorio piemontese ha sempre dimostrato di avere nel partecipare alla costruzione di un mondo migliore.

Gli enti firmatari del presente appello chiedono con forza alla Regione Piemonte che non venga azzerata la cooperazione internazionale e che, in sede di assestamento di bilancio, vengano ripristinati i fondi per la cooperazione ai livelli del 2009.

Chiedono, insomma, che venga ascoltato e sostenuto un territorio che ha ben gestito le risorse messe a disposizione e che la cooperazione vuole continuare a farla!

 Ongpiemonte.it



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