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Appunti per la nuova giunta regionale del Piemonte

23 May Appunti per la nuova giunta regionale del Piemonte

Immagine 1Prevenire la perdita della casa per le famiglie impoverite

La città di Torino e il Piemonte hanno risentito particolarmente della crisi economica, che dal 2008 al 2012 ha comportato in Italia la perdita di 1.000.000 di posti di lavoro, generando assenza di reddito in numerose famiglie per il venir meno delle opportunità lavorative e per il progressivo indebolimento delle risorse assistenziali a disposizione. A Torino nel 2013 sono state calcolate circa 100.000 persone in grave difficoltà economica, che non riescono a far fronte alle spese necessarie per rispondere ai fondamentali bisogni di sussistenza, di riparo, di salute, di istruzione.

Tra le conseguenze più dolorose del crescente impoverimento, assoluto e relativo, è la perdita dell’abitazione. Quando si perde la casa, la famiglia è spesso costretta a dividersi e sparpagliarsi, trovando a volte ospitalità presso nuclei parentali di origine (soluzione apparentemente più “semplice” per la moglie e i figli, almeno per un primo tempo) oppure, come capita non di rado per i mariti-padri, trovando un rifugio presso qualche dormitorio pubblico o convenzionato. Il ricongiungimento familiare, nel successivo futuro, non è un fatto scontato. Inoltre il tempo necessario per la ricomposizione del nucleo, anche per le situazioni più fortunate, non è mai inferiore a un anno.

La “risalita” dallo sprofondamento nella indigenza economica, richiede:
* reperire una qualche nuova attività lavorativa (che non sia in balìa della precarietà più imprevedibile;
* mettere da parte il “capitale” (affitto anticipato, cauzione, eventuale costo di mediazione) da investire per accedere a una nuova abitazione;
* ricomporre i rapporti familiari nel nome di una ritrovata sicurezza e nel superamento della dura messa alla prova degli affetti e dei sentimenti, fortemente scossi dal venire meno del “logico e naturale ordine delle cose”, così come percepito dagli occhi dei bambini, gli sfrattati più incolpevoli di una “morosità incolpevole”.

Aiutare le persone a mantenere l’abitazione significa prevenire percorsi di deriva sociale molto più difficilmente contrastabili in seguito ma anche irrobustire gli aspetti di resilienza familiare. Con un risparmio di sofferenze, oltre che di risorse economiche. Circa 5000 sono stati gli sfratti in Piemonte nel 2013, tra i più alti in Italia. Gli sfratti dovuti a morosità sono saliti all’88% nel 2012, di cui il 95% per morosità definita ” incolpevole”, dovuta al venir meno delle abituali fonti di reddito familiare che consentivano il pagamento della pigione.

La Regione, più ancora che il Comune, è in grado di svolgere un ruolo non secondario nell’attuare politiche di contrasto alla povertà, di prevenzione alla perdita dell’abitazione, per la promozione di una società più inclusiva.
* Può prendere posizione per sollecitare e fare la propria parte per la realizzazione della “Raccomandazione europea” sul reddito minimo di inclusione sociale, perché si compiano progressi nell’adeguamento dei regimi di reddito dei propri cittadini “per sottrarre ogni bambino, adulto o anziano alla povertà, garantendo loro il diritto ad una vita dignitosa”.
* Può rivedere la legge regionale sulla casa del 2010, che ancora non teneva conto degli effetti della crisi economica e non è riuscita nell’intento di recuperare denaro dalla morosità colpevole dei beneficiari dell’edilizia pubblica, contribuendo a creare nei fatti ulteriori aree di emarginazione ed esclusione.
* Può impedire che persone senza dimora e sfrattate che occupano, pur abusivamente, case e stabiliinutilizzati e in disuso, siano penalizzate da provvedimenti amministrativi che ne limitano i diritti più di quanto sia sancito da eventuali condanne penali.
* Può programmare politiche dell’abitare e coordinare gli interventi dei Comuni, in modo da favorire un miglior utilizzo del patrimonio pubblico, e incentivare maggiormente la disponibilità dei proprietari privati di abitazioni a favore di un più facile ed equo accesso al bene-casa.



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