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Attentato a imprenditore antiracket. Don Ciotti: “Rompiamo il silenzio”

09 Feb Attentato a imprenditore antiracket. Don Ciotti: “Rompiamo il silenzio”

logo_regioliberareggio_intCi sono probabilmente la denuncia e l’impegno contro il pizzo all’origine dell’ attentato che Tiberio Bentivoglio ha subito stamattina, e nel quale è rimasto gravemente ferito. Tiberio, commerciante di Reggio Calabria, è infatti fra i fondatori di ReggioliberaReggio – La libertà non ha pizzo, una rete antiracket nata ad aprile scorso dall’incontro fra una sessantina di realtà del capoluogo calabrese.
Questa aggressione non colpisce solo Tiberio e la sua famiglia, ai quali va tutto il nostro affetto. È una minaccia al lavoro di tutti coloro che, in Calabria e altrove, sostengono con gesti concreti gli imprenditori e commercianti onesti che non si piegano ai ricatti criminali, e promuovono una cultura del consumo critico e responsabile. Una minaccia che ci chiede una risposta forte e corale.
Ecco le parole con le quali don Luigi Ciotti ha commentato l’episodio e richiamato i cittadini di Reggio Calabria e di tutto il Paese a una comune assunzione di responsabilità:

“Davanti al grave episodio che ha visto vittima l’imprenditore calabrese è necessario rompere il silenzio, avere il coraggio della denuncia seria, documentata che deve essere affiancata dalla forza della proposta che insieme alle forze dell’ordine, alla magistratura, e quella parte trasparente delle istituzioni, cittadini e associazioni dobbiamo portare. Il cambiamento ha bisogno del noi, del contributo di tutti che si fonda su un impegno quotidiano dal quale nessuno deve ritenersi esente”.

 



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