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Basta impunità per chi depista le indagini della magistratura

09 Jun Basta impunità per chi depista le indagini della magistratura

Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, aderisce all’appello che chiede al presidente del Consiglio, e ai presidenti di Camera e Senato, di calendarizzare e votare la proposta di legge n. 559, presentata dall’on. Paolo Bolognesi che introduce, dopo l’art. 372 del codice penale, il reato di depistaggio per i pubblici ufficiali che occultano la verità all’autorità giudiziaria.

I depistaggi sono stati lo strumento utilizzato dai responsabili materiali e morali delle vicende stragiste e di terrorismo del nostro Paese per rallentare, se non bloccare, le inchieste e per impedire l’accertamento di fatti delittuosi gravissimi sulle stragi che da piazza Fontana al 1993 hanno insanguinato l’Italia. Un capitolo ancora non completamente scritto, fatto di omissioni, bugie, distruzioni di documenti, emersi giudiziariamente, compiuti da pubblici ufficiali inseriti negli apparati dello Stato.
L’introduzione di un reato specifico che sanzioni penalmente il comportamento omissivo e occultante diviene improcrastinabile. L’attuale ordinamento si è limitato a prevedere, per casi simili, solo i reati di falsa testimonianza, calunnia, omissione o soppressione di atti d’ufficio, senza evidenziare le conseguenze che tali condotte hanno sul piano penale e della verità. Un’ impunità non più tollerabile per le conseguenze che quelle condotte hanno causato, e potranno causare, a danno della società e della giustizia.
Per questo chiediamo al presidente del Consiglio Matteo Renzi, e ai presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, di calendarizzare e votare la proposta di legge n. 559, presentata dall’on. Paolo Bolognesi – all’esame della Commissione Giustizia – che introduce, dopo l’art. 372 del codice penale, il reato di depistaggio per i pubblici ufficiali che occultano la verità all’autorità giudiziaria – totalmente o parzialmente –   non solo per i fatti di terrorismo e strage, ma anche per vicende legate all’associazione mafiosa, traffico di droga, traffico illegale di armi e di materiale nucleare, chimico o biologico. Pena la sanzione della reclusione da sei a dieci anni.
E’ un appello che intendiamo promuovere in tutte le sedi istituzionali, coinvolgendo anche la società civile, perché non possiamo accettare che il nostro Paese continui a regalare ai depistatori in divisa l’immunità penale e morale dalla verità e dalla giustizia.

Tra i primi firmatari:
Giovanni Bachelet, Benedetta Tobagi, Manlio Milani, Giovanna Maggiani Chelli, Maddalena Rostagno, Sabina Rossa, Silvia Piera Calamandrei, Luigi Ciotti, Giuseppe De Lutiis, Sergio Flamigni, Ilaria Moroni, Cinzia Venturoli, Antonio Iosa, Giuseppe Amari, Anna Vinci, Filippo Vendemmiati, Donata Zanotti, Antonella Beccaria, Riccardo Lenzi, Mattia Fontanella, Isabella Filippi, Monica Benati, Susanna Pederzoli, Massimiliano Martines, Daria Bonfietti, Stefania Pellegrini, Lorenzo Frigerio, Elisabetta Roveri, Emilia Lotti, Claudio Torrisi, Sara Donini, Stefano Cuppi, Letizia Cortini, Romano Alidori, Umberto Santino, Vito Lo Monaco, Andrea Ambrogetti, Leonardo Musci, Emilia Lotti, Mauro Tosti Croce, Luca Tarantelli, Carlo Arnoldi, Enrico Calamai, Umberto Valloreja, Guido Panvini, Francesca Rispoli, Domenico Guzzo, Elena Montagno, Mario Arpaia, Giuseppe Casarrubea, Maddalena Piccolo, Anna Russo, Raffaella Lamberti, Anna Maria Siccardi, Raffaella Cortese, Sara Paci, Barbara Bastianelli, Rossana Righetti, Michela Monte, Rita Del Prete, Giovanni Benaglia, Silvia Giralucci, Mariangela Gritta Grainer, Francesco, Cavalli, Alessandro Rocca, Simona Lembi

 

Firma l’appello



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