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Beni confiscati: don Ciotti, ora serve testo unico di legge

07 May Beni confiscati: don Ciotti, ora serve testo unico di legge

7.05.2010 | Ansa

Napoli – Nasce con uno “spirito importante e positivo” l’Agenzia nazionale per i beni confiscati. E’ quanto sottolinea Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, oggi a Napoli “per un seminario al quale cambio subito il titolo: ‘Riprendiamoci le risorse perche’ sono cosa nostrà”. La nascita dell’Agenzia, ha spiegato, è arrivata “all’indomani della notizia che i beni confiscati, ma non utilizzati, andavano all’asta”. Una decisione “che ci ha portati in piazza per manifestare il nostro disappunto”. Ma si deve lavorare tutti insieme, perché “la vittoria non appartiene a singoli navigatori”. Ciò che occorre, però, secondo don Ciotti, è mettere ordine tra le leggi: “Serve un Testo unico in materia di beni confiscati: perché abbiamo tante leggi che ne parlano e vanno razionalizzate”. “Non bisogna lasciare sole le persone alle quali vengono assegnati i beni – ha sottolineato – Quei soggetti vanno sostenuti, anche con l’accesso al credito, dando a chi lavora più strumenti”. Tra i problemi che riguardano i beni confiscati, le ipoteche e le ritorsioni. Nel primo caso, ha spiegato don Ciotti, “si tratta di una strategia” da parte della criminalità organizzata. “Le ipoteche sono un ostacolo – ha detto – le banche dovrebbero toglierle”. Sul fronte delle ritorsioni, ad essere più colpite sono le terre e le coltivazioni. “Sono tantissimi i terreni vandalizzati – ha detto ancora – ma noi non ci siamo dati per vinti, abbiamo continuato a lavorare”. Per evitare la distruzione di alcuni raccolti, Libera ha operato anche di notte. “A Castel Volturno, per esempio, siamo andati di notte a trebbiare il grano, e quando al mattino sono arrivati i camorristi non hanno trovato niente da distruggere – ha concluso – A Capo Rizzuto, invece, siamo andati a raccogliere i finocchi che i malavitosi ancora coltivavano, indisturbati, nonostante la confisca dei terreni. Quei finocchi li abbiamo distribuiti a Rosarno, Roma e Bologna. E’ il potere dei segni che conta”.



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