About Us

Beni confiscati: nuove intimidazioni nel Lazio e in Calabria

03 Jan Beni confiscati: nuove intimidazioni nel Lazio e in Calabria

Di nuovo un’intimidazione nei confronti delle realtà che gestiscono i beni confiscati alla criminalità organizzata. Difficile infatti credere che il furto subito la notte del 1° gennaio dalla sede di Libera a Sabaudia sia opera di semplici ladri, dato che la refurtiva consiste in un computer di scarso valore e in materiali informativi sull’uso sociale dei beni confiscati. L’episodio segue di poche settimane l’attacco al “Villaggio della Legalità” di Latina, un altro bene affidato a Libera, devastato dai vandali a ottobre scorso. Nonostante il ripetersi di fatti simili «Libera a Roma e nel Lazio continuerà senza fare alcun passo indietro, 365 giorni l’anno, l’impegno contro le ingiustizie, la corruzione e le mafie» ha commentato Antonio Turri, coordinatore dell’associazione nella regione.
Nelle stesse ore anche la Calabria è stata nuovamente teatro di minacce contro chi si batte per la legalità. Ad essere colpito a Caulonia, in provincia di Reggio Calabria, un immobile confiscato gestito dal gruppo cooperativo Goel. Impossibile non pensare all’attentato molto simile subito il giorno di Natale da un’altra realtà calabrese, l’associazione “Progetto Sud” fondata da don Giacomo Panizza. Bersaglio ancora una volta un bene confiscato, in questo caso destinato all’accoglienza di minori stranieri, gravemente danneggiato da un’esplosione. «Toccare quella realtà, quella comunità, quel bene confiscato, significa toccare tutti noi» aveva detto in quell’occasione don Ciotti. «A nome delle oltre 1.600 associazioni della rete di Libera esprimiamo la nostra vicinanza e richiamiamo alla corresponsabilità di tutti davanti all’intimidazione compiuta a Lamezia Terme».



Facebook

Twitter

YouTube