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Brescia: i diritti degli “altri” sono anche i nostri

15 Nov Brescia: i diritti degli “altri” sono anche i nostri

gru_brescia_2La situazione degli immigrati che stanno manifestando a Brescia è diventata drammatica. Esattamente come drammatica è la condizione di tante persone straniere che abitano i nostri territori e chiedono di vedere riconosciuta la propria dignità e i propri diritti. Ribadiamo la convinzione che solo l’affermazione dei diritti delle persone promuove legalità e giustizia. Lo Stato non può essere presente soltanto con le forze di polizia che respingono dimostranti solidali e stranieri che si vedono rappresentati da coloro che, dal 31 ottobre, hanno scelto di mettere a rischio la propria vita per poter gridare a tutti gli italiani e alle istituzioni il proprio bisogno di dignità e di pane. Per queste ragioni chiediamo che si consideri la protesta non come un problema di ordine pubblico e che si avvii finalmente un dialogo costruttivo secondo le modalità offerte in queste ore dalle stesse rappresentanze sindacali. I bisogni vanno ascoltati e non soffocati. Le persone devono essere accolte e accompagnate. La legge sui permessi di soggiorno necessita di essere rivista radicalmente per rimettere al centro le persone. Lungi dal poter essere considerato un “ricatto”, quello dei quattro immigrati è un gesto – sicuramente eclatante – che tende a dare visibilità al dramma di tanti stranieri che pure in Italia continuano ad offrire il proprio contributo con un lavoro onesto ma spesso sfruttato. Sono queste persone che restano vittime delle trappole di una legge che non riesce ad ascoltare le storie di fatica né a riconoscere i volti e i nomi di questa sofferenza.

(Libera e Gruppo Abele)



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