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Calcioscommesse: Libera, spezzare il legame mafie-calcio

06 Jun Calcioscommesse: Libera, spezzare il legame mafie-calcio

06.06.2011 | Ansa

Roma – “Esattamente un anno fa avevamo denunciato l’ombra della criminalità nel mondo del pallone e le inchieste di Cremona sulle scommesse, le informative dei Carabinieri di Napoli sono la conferma di quelle denunce. Il rischio che un altro ‘palazzo’ faccia affari sul calcio è ormai più che un’ombra. Siamo davanti a uno spaccato inquietante, un fenomeno di cui non si parla abbastanza, ma che ormai è sotto gli occhi di tutti: il proliferare di episodi di cronaca di questi giorni sono la conferma della presenza di un legame tra consorterie criminali e ambiente calcistico”: Libera, rete di associazioni antimafia, commenta così in una nota le inchieste che stanno travolgendo il mondo del calcio italiano.
In un dossier dal titolo “Le mafie nel pallone” – presentato nel luglio dello scorso anno e diventato un libro scritto da Daniele Poto e pubblicato da Edizioni Gruppo Abele, con il supporto di carte giudiziarie e inchieste della magistratura – Libera aveva denunciato come attraverso partite truccate, scommesse clandestine, presidenti prestanome, le mafie avevano messo le mani sul mondo del calcio. “Il calcio non è un mondo isolato – spiega Libera – ma risente dei problemi del territorio. Per i clan le squadre sono una garanzia di visibilità, un mezzo per controllare il territorio e arruolare nuove leve, riciclare denaro. Si tratta di una realtà inquietante, con più di trenta clan direttamente coinvolti o contigui al potere della criminalità organizzata e censiti per inchieste giudiziarie per infiltrazioni malavitose. Si tratta di un fenomeno diffuso tanto al centro-sud quanto al nord: Lombardia, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, e sospetti in Abruzzo, queste le regioni interessate”.
“Sono necessarie e ben vengano misure di contrasto più efficaci per stanare un affare silenzioso e invisibile che, tranne rare eccezioni, non ha trovato spazio neanche nei rapporti della Direzione antimafia degli ultimi tre anni: ed è proprio questa assenza la miglior prova delle necessità di accendere i riflettori sul mondo illecito del pallone”. “Le notizie di questi giorni delle scommesse, il tour nei luoghi di Gomorra del calciatore Balotelli rovinano l’ immagine dello sport più amato dagli italiani. C’è bisogno – conclude Libera – di recuperare una dimensione etica in questo sport così amato, per non tradire le speranze di tutti quei bambini e giovani che, nel correre dietro un pallone, sperimentano e credono ancora nella bellezza e nell’intensità del calcio e nel suo essere fatica e promessa, sogno, impegno, stupore”.



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