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Canne, il difficile mestiere di madre

01 Mar Canne, il difficile mestiere di madre

01.03.2017 | Il manifesto

“Quando una madre viene casualmente a scoprire che il proprio figlio spinella, è facile che sia
calamitata in due direzioni, entrambe pericolose. Disinformata, allarmata, e in balìa della propaganda di coloro che lucrano elettoralmente sulla questione droghe facendone una ideologia che intenzionalmente ignora ogni evidenza scientifica, la madre può pensare che il proprio figlio sia già un drogato e non ci possa essere più altra soluzione se non la comunità terapeutica”. Lo sostiene Leopoldo Grosso, presidente onorario del Gruppo Abele, in merito ai fatti di Lavagna. L’intervento è stato pubblicato dal mensile Fuoriluogo, edito dall’associazione Forum droghe e ospitato dal quotidiano nazionale Il Manifesto. “Oggi, in tempi in cui il consumo di sostanze psicoattive, legali e illegali, prevale sulla dipendenza, paradossalmente, l’idea che chi fa uso di una qualche droga debba essere ascoltato, piuttosto che punito, fa ancora più fatica ad affermarsi. Prevalgono le scorciatoie, che delegano ai test dell’esame delle urine le risposte che i genitori non riescono ad avere dai propri figli. Prevalgono gli interventi spettacolari, che dimostrano all’intera popolazione di una città che la buona reputazione di una scuola viene ribadita con l’intervento dei cani poliziotto nelle aule per scovare qualche grammo di hashish e mettere alla berlina le pecore nere” ha poi concluso Grosso.

Leggi l’articolo di Leopoldo Grosso



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