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Carcere e droga: dalla Cassazione un atto di giustizia

30 May Carcere e droga: dalla Cassazione un atto di giustizia

Immagine 14Il vice presidente del Gruppo Abele commenta la sentenza della corte di Cassazione che, per effetto di due verdetti precedenti (tra cui la bocciatura da parte della Consulta della legge Fini-Giovanardi) riconosce il diritto ai recidivi condannati in via definitiva per spaccio lieve di droga, di chiedere il ricalcolo della pena.

“La sentenza della corte di Cassazione – spiega Grosso – è stato un atto di giustizia. Ha portato a compimento il lavoro della Corte Costituzionale che, con l’abolizione della Fini-Giovanardi ha a sua volta assolto, nel febbraio 2014, ad un compito che avrebbe dovuto svolgere con più incisività il Governo, avviando quell’azione di decongestionamento delle carceri italiane che l’Europa ci chiede da tempo. Emettendo un’altra sentenza che ribadisce il fatto che per i piccoli spacciatori recidivi possono essere considerate le attenuanti, la Cassazione apre la possibilità, sia per le persone condannate in primo grado, sia per chi aspetta il secondo grado di giudizio, sia per i condannati in via definitiva, di ottenere un ricalcolo della pena al ribasso”.
“Sull’applicazione pratica – prosegue il vice presidente del Gruppo Abele – ci sono ancora degli aspetti da capire: non è chiaro se saranno gli avvocati a dover lavorare per ottenere questi ricalcoli per i propri clienti, oppure se basterà un compilare una richiesta. Altro piccolo scoglio è il margine di discrezionalità da parte dei giudici che dovranno vagliare le richieste. Insomma, ci sarà qualche aspetto formale da superare, ma in ogni caso, con questa sentenza, si mette in moto una macchina che cercherà di rendere giustizia a tra circa 5-10 mila detenuti, a seconda delle diverse stime”. Proprio nel giorno della sentenza della Cassazione, il 28 maggio, è scaduto l’ultimatum della Corte di Strasburgo all’Italia, affinché affronti efficacemente il problema del sovraffollamento carcerario e assicuri ad ogni persona detenuta: uno spazio minimo di 4 metri quadrati, illuminato e pulito, nonché un numero di ore fuori dalla cella che consentano attività sociali e rieducative all’interno del carcere. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha presentato il pacchetto di riforme stilato in questi mesi dal nostro paese e si attende il giudizio dei vertici UE. “A breve sapremo – conclude Grosso – se questi passi in avanti verranno presi in considerazione ed eviteranno all’Italia il pagamento delle multe previste”.

(manuela battista)



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