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Carcere: le misure alternative garantiscono risparmio e rieducazione

24 Dec Carcere: le misure alternative garantiscono risparmio e rieducazione

sovraffollamento_carceriA dicembre 2014 il numero di detenuti nelle carceri italiane ammonta a 54.050 con un sovraffollamento pari al 109,21%, in netta diminuzione rispetto al 151,5% del 2009. Bisogna tenere in considerazione che un terzo è in attesa di giudizio, mentre un altro terzo è costituito da detenuti stranieri.
I dati che provengono dalle diverse regioni mostrano disomogeneità sul territorio poiché tra i 202 istituti, 44 presentano un sovraffollamento del 60%, mentre altri 80 sono al di sotto della soglia massima.
Secondo una ricerca condotta dal Centro nazionale per il volontariato insieme alla Fondazione volontariato e partecipazione, occorre rendere umano il carcere, attraverso delle misure alternative, che moderano il sovraffollamento, riducendone i costi e fornendo lavoro.
Grazie a queste misure, fuori dal carcere si farebbe scontare la pena a 10 mila detenuti, risparmiando 210 milioni all’anno, e garantendo inoltre 1.500 nuovi posti di lavoro.
Al momento emerge che, dalle misure alternative in 31.045 detenuti possono godere di semilibertà, affidamento in prova, domiciliari, lavori di pubblica utilità e libertà di vigilanza. Misure attuabili solo per coloro che hanno la residenza in Italia, da cui dunque sono esclusi gli stranieri che non hanno un domicilio.
La riforma della giustizia non è ancora ultimata e i decreti svuota carceri degli ultimi governi hanno avuto effetto positivo sulla riduzione dei carcerati oltre che sulla carcerazione di reati che hanno fatto precedentemente collassare il sistema penitenziario. Le misure alternative si dimostrano una soluzione costruttiva per il problema del sovraffollamento garantendo un risparmio in termini economici e conseguendo la rieducazione dei carcerati, obiettivo scritto nella Costituzione italiana.

(deborah ferrara)



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