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Carceri. L’anno si apre con due vittime e tre tentati suicidi

03 Jan Carceri. L’anno si apre con due vittime e tre tentati suicidi

Immagine 16A San Silvestro si era tolto la vita Aurel, romeno di 37 anni. Oggi gli agenti hanno salvato Ramzi, 35 anni, marocchino, che ha tentato il suicidio ingerendo della candeggina. Al Lorusso e Cutugno, carcere torinese con un tasso di sovraffollamento del 146 percento e 1650 detenuti presenti (dati Ristretti Orizzonti), l’anno si è aperto così: con una persone impiccata e una in prognosi riservata. Aurel, che faceva parte della squadra di Rugby creata all’interno del carcere, era in attesa di giudizio. La sua tragedia si è unita presto a quella di un altro detenuto, Gregorio, 34 anni, che a Trani si è ucciso nelle stesse ore, mentre a Vigevano e a Vasto, altri due detenuti hanno tentato ieri il suicidio.
Cinque storie, che il 3 gennaio del nuovo anno mettono in evidenza un problema che non ci si è lasciati alle spalle con San Silvestro e su cui è necessario intervenire con urgenza: il sovraffollamento e le condizioni di vita all’interno delle carceri italiane.
Sui suicidi e i tentativi di suicidio dei giorni scorsi si è pronunciato anche il sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Osapp), che ieri sul quotidiano La Repubblica ha sottolineato ancora una volta la carenza cronica di organico all’interno delle strutture: “La polizia penitenziaria – ha commentato Leo Beneduci, segretario generale del sindacato Osapp – è sempre più sola nel fronteggiare questo tipo di emergenze e, purtroppo, sempre meno in grado di risolverle. Su dieci tentativi di suicidio riusciamo a intervenire in tempo in nove casi, ma non riusciamo a salvare tutte le vite che vorremmo. Avremmo voluto che per il 2012 il governo avesse varato misure veramente risolutive, e non i palliativi che lasciano le cose come stanno. Comprese le morti nelle carceri”.

(manuela battista)



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