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Carceri sempre più piene, sette regioni al collasso

24 Aug Carceri sempre più piene, sette regioni al collasso

carcereOgni giorno entrano nelle carceri 40 nuovi detenuti. E i penitenziari, da mesi, scoppiano, tanto che in sette regioni d’Italia è stata ampiamente superata la soglia minima di tollerabilità. A lanciare l’ennesimo allarme sull’invivibilità delle carceri è l’Osapp, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. Oggi negli istituti di pena ci sono 66.754 detenuti, ovvero il 46,3% in più rispetto ai posti disponibili. “In sette regioni su venti – denuncia il segretario dell’Osapp, Leo Beneduci – la cosiddetta capienza “tollerabile”, che dovrebbe rappresentare il limite invalicabile del sistema penitenziario, è stata ampiamente oltrepassata”. È la Puglia, con l’80% in più dei detenuti (1.982 persone) rispetto ai posti disponibili, a detenere il record delle presenze, seguita dalla Lombardia, con il 73% in più, dall’Emilia Romagna con il 68%, dal Friuli, con il 65%, e dal Veneto con il 62%. Una situazione tutt’altro che in via di miglioramento. Per averne una prova immediata basta dare un’occhiata ai dati resi pubblici dall’Osapp, che descrivono un aumento giornaliero della popolazione carceraria: se il 19 agosto, negli istituti penitenziari italiani, c’erano 66.605 persone, il 21 erano 66.660 e ieri 66.754. Una crescita che non si arresta, ormai da mesi. A scapito dei detenuti e delle loro condizioni minime di vivibilità, e anche di chi, in carcere, ci lavora. Negli istituti italiani, a fronte dei continui aumenti di persone detenute, oggi mancano circa 350 educatori, 530 assistenti sociali, 200 contabili, 1.300 tra funzionari e tecnici. “A separare la realtà carceraria dal dettato costituzionale sulla funzione rieducatrice della pena – denuncia l’Osapp – c’è un abisso”. E per il prossimo 29 settembre la UilPa penitenziari ha organizzato una manifestazione nazionale contro “la drammaticità delle condizioni detentive e le pericolose condizioni di lavoro degli operatori penitenziari”. L’iniziativa si terrà davanti alla sede del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria a Roma.

(federica grandis)



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