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Che fine ha fatto il nuovo Amedeo di Savoia?

30 Nov Che fine ha fatto il nuovo Amedeo di Savoia?

amedeo_di_savoiaUn presidio di protesta, in Piazza Castello, a Torino, sotto le finestre della sede della Regione Piemonte. Nella giornata del 1° dicembre, dedicata alla lotta all’Hiv, il Comitato “Che fine ha fatto il nuovo Amedeo di Savoia” ha organizzato una manifestazione per far sentire la propria voce, rimasta troppo a lungo inascoltata.
Del comitato promotore fanno parte numerose associazioni, tra cui anche il Gruppo Abele, che condividono l’obiettivo di impedire la chiusura dell’ospedale Amedeo di Savoia – polo di riferimento regionale per la prevenzione e cura delle malattie infettive – senza un confronto con le associazioni dei pazienti e il personale sanitario e tecnico della struttura. «Da anni la situazione in cui versa l’Amedeo di Savoia è critica – spiegano gli organizzatori del presidio – manca un piano globale di ristrutturazione da 1990, ma anche la manutenzione ordinaria è stata pressoché azzerata». Una situazione che rende molto complicato per la struttura lo svolgimento delle proprie mansioni.
Nel 1990 si era presa la decisione di ristrutturare il complesso. Lo Stato aveva così stanziato 43,5 milioni di euro. Più recentemente la giunta piemontese ne aveva assicurati altri 6 e mezzo. I lavori però non sono mai partiti. «Da quando si è costituito – proseguono le associazioni – il Comitato cerca un interlocutore istituzionale in grado di fornire notizie certe circa il futuro dell’ospedale. Nessun rappresentante, politico o gestionale, ha risposto all’appello».
Le notizie relative al caso venivano piuttosto diffuse dai media: il 1° giugno La Stampa di Torino annunciava che il nuovo Amedeo di Savoia non si sarebbe fatto per mancanza di fondi. Il quotidiano usava come fonte un documento inviato dal settore Politiche Investimenti della Regione al direttore generale della Sanità, Paolo Monferino, e al commissario dell’Asl To2, Giacomo Manuguerra: i 43,5 milioni di euro stanziati dallo Stato negli ani ’90 – si legge sul quotidiano – sarebbero stati messi virtualmente a bilancio “per altri obiettivi sanitari in un momento di bilanci in profondo rosso”, mentre dei 6 milioni previsti dalla Regione si sono perse le tracce. Infine, poche settimane fa, i quotidiani locali hanno annunciato che nel piano di riorganizzazione della rete ospedaliera piemontese, si prevede per l’ospedale Amedeo di Savoia il trasferimento in altra struttura, e il probabile smembramento dei servizi. Le istituzioni interessate non hanno confermato, ma nemmeno smentito.
Il 1° dicembre la Giornata mondiale contro l’HIV /AIDS viene celebrata in tutto il mondo. La speranza è che, usando come trampolino le manifestazioni mondiali di solidarietà, si riesca ad arrivare fino ai balconi della Regione Piemonte per avere una risposta alla domanda “Che fine ha fatto il nuovo Amedeo di Savoia”?

Comitato “Che fine ha fatto il nuovo Amedeo di Savoia?”
Anlaids Piemonte, Arcigay Torino, Arcobaleno Aids, Coordinamento Torino Pride lgbt, Associazione Radicale Certi Diritti, CTS Torino, Circolo GLBT Maurice, Gruppo Abele,  Lila Piemonte, Sermig.

Leggi l’appello del comitato promotore
(toni castellano)



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