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Chiudere definitivamente il CIE di Gradisca

07 Nov Chiudere definitivamente il CIE di Gradisca

Luigi Ciotti e il Gruppo Abele aderiscono all’appello di Melting Pot per la chiusura del CIE di Gradisca. Mobilitazione il 16 novembre.

Le rivolte che nelle scorse notti hanno avuto luogo nel CIE di Gradisca, provocando l’inagibilità di tutto lo stabile, ha ridotto a poche unità i posti disponibili, a fronte dei 248 iniziali, con una situazione di grave sovraffollamento.
Si tratta della goccia che fa traboccare il vaso ed impone a tutti noi di passare dalle parole ai fatti per ottenere la chiusura formale e definitiva del mostro di Gradisca.Sulla presenza del CIE si sono espresse contrariamente la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Gorizia, lo stesso Comune di Gradisca, gran parte della società, compreso Luigi Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani del Senato. Esistono rapporti di denuncia delle condizioni di vita ed una documentata sequenza di violazioni giuridiche.
Oggi è necessario che tutto questo si trasformi in azioni concrete.Per questo ci rivolgiamo a chi come noi crede che questa “grande opera” sia inutile e dannosa per il territorio isontino, a chi rifiuta la presenza di questo luogo del non diritto in cui si consumano detenzioni illegittime e violazioni dei diritti fondamentali della persona.

Per dare forza alla richiesta di chiusura definitiva ed ufficiale del mostro di Gradisca
Per mettere fine alle violenze ed alle violazioni dei diritti.
Per far sentire al Ministero dell’Interno la voce di una comunità che non accetta di ospitare il peggior CIE d’Italia.



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