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Ciao Chiara

10 May Ciao Chiara

Immagine 7Negli scorsi giorni è mancata Chiara Benedetti, che seguiva con grande passione le attività di Libera. Proprio all’associazione contro le mafie, la famiglia di Chiara ha destinato le offerte delle persone che hanno ricordato con un gesto di impegno concreto l’allegria, la determinazione e l’amore per la giustizia che hanno animato la vita di Chiara.

Cara Chiara,

il week end vissuto insieme in un posto a te così amato, la Certosa Gruppo Abele, ci ha fatto sentire incredibilmente vicini, anche a quanti si incontravano per la prima volta.
Avevi deciso di partire in autonomia, come sempre nonostante fin da bambina avessi avuto problemi motori, e con la tua macchina hai attraversato da est a ovest il nord Italia, per arrivare in riva al lago di Avigliana.
Là, da dove parte della tua famiglia è partita tanti tanti anni fa, hai deciso di mettere radici.
Già, la tua famiglia, un elemento fondamentale della tua vita, come abbiamo avuto modo di capire fin dal primo giro di presentazioni, in cui era manifesta la tua gioia per essere lì, su quello stesso terreno in cui alcuni dei tuoi erano cresciuti e a cui eri tanto legata.
E poi, quando in una delle sessioni del corso “riscoprire l’educazione” abbiamo chiesto a tutti di raccontare un episodio, ecco di nuovo la tua famiglia essere protagonista, con queste parole che ci hai voluto regalare e che i tuoi compagni di corso hanno trascritto.
“Mi ricordo, quando ero bambina, ci fu un terremoto devastante a Città del Messico, era il 1984-85.
Mio padre aveva un cane addestrato per i soccorsi e faceva parte di un’associazione cinofila di volontariato. Lui e altri suoi amici decisero di partire con i propri cani, lasciando il lavoro e le famiglie, per andare a Città del Messico e contribuire ai soccorsi, cercare di salvare vite umane strappandole alle macerie di quella città distrutta. Io amavo molto il nostro cane, seguivo spesso mio padre quando andava ad addestrarlo, mi piacevano tutti i cani dell’associazione e spesso il pomeriggio andavo lì e li salutavo tutti. Altre volte mio padre è partito per lo stesso motivo, mi ricordo una volta è andato in Iran. Questo suo impegno, la sua scelta di sacrificare tempo e affetti per aiutare gli altri, hanno contribuito molto a formarmi e a far nascere in me la voglia di vivere nella giustizia. Il cane poi è morto, mio padre gli era molto affezionato e non se l’è sentita più di addestrarne un altro”.
Ed è accanto alla tua famiglia che tutti noi ti abbiamo salutata.
Siamo certi che la tua vitalità e il morso del più che incarnavi, volendo prenderti con l’allegria ciò che la vita ti aveva tolto con la forza, non potrà che contagiare ciascuno di noi, giorno dopo giorno.

(francesca per Libera)



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