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Ciao Dario, maestro di arte e di vita

13 Oct Ciao Dario, maestro di arte e di vita

foCercando un segno dell’affetto che ci legava a Dario Fo, abbiamo ritrovato questa vecchia foto in bianco e nero. È la fine di giugno del 1975. Il Gruppo Abele ha appena iniziato un digiuno collettivo per chiedere una nuova legge sulla droga. Una legge che distingua tra consumo e spaccio e consideri chi fa uso di droga una persona da sostenere non un criminale da rinchiudere. L’iniziativa suscita un’eco non solo cittadina. E dopo il passaggio di tante persone, incuriosite da quella tenda montata in piazza Solferino, da quei cartelli che espongono i dati e le immagini di un dramma rimosso o sottovalutato, dopo la visita del cardinale Pellegrino – che scriverà un telegramma al presidente della Repubblica in sostegno dell’iniziativa – ecco che ci raggiunge da Milano Dario Fo. Che si ferma a lungo, ascolta, domanda, discute. E alla fine, dopo averci deliziato con la sua calda umanità, c’incoraggia ad andare avanti, a resistere.

È l’inizio di un rapporto con lui, con Franca Rame, che resterà saldo nel tempo. Un rapporto che ci ha resi umanamente e culturalmente più ricchi, più capaci di guardare all’altro e all’oltre, l’oltre verso cui si imbarca Johan Padan, uno dei suoi memorabili personaggi, povero cristo che arriva nelle Americhe al tempo di Colombo e dei conquistatori, e scopre tra gli Indios la vera umanità.

Ci regalerà i disegni che faranno da canovaccio alla messinscena teatrale. E quelle meravigliose, coloratissime tavole sono raccolte in un libro che la nostra casa editrice ha pubblicato nel 1992.

C’è chi, di Dario, ricorderà l’ingegno di attore, di regista, di pittore, di scrittore. Ricorderà le sue opere, il suo teatro irriverente, le sue parodie del potere, la sua comicità graffiante e tragica, la sua capacità di spiazzare e far pensare, l’onore che fece al nostro Paese vincendo il premio Nobel per la letteratura.

Noi, salutandolo, vogliamo testimoniare la sua generosità e la sua passione per la verità e la giustizia.

Ciao Dario, grazie per esserci stato maestro di arte e di vita.



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