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Cicloturismo, pedalare… Per il pianeta

16 Aug Cicloturismo, pedalare… Per il pianeta

Il cicloturismo è una modalità particolare di intendere il viaggio. Coniuga l’economicità con la ricerca di tempi di spostamento più lenti; la necessità di seguire itinerari meno affollati con la passione per l’ambiente. In Piemonte si sono recentemente realizzati numerosi progetti che prevedono percorsi di questo genere, su territori molto differenti. Questa intervista con Elena Giardina presenta il progetto “Dora in poi raccontami”, che gioca sul nome di uno degli affluenti del Po, proprio perché sulle sponde della Dora si snoda il percorso ciclabile.

Cos’è “Dora in poi raccontami” e come si uniscono la passione sportiva per il ciclismo, l’attenzione all’ambiente e la riscoperta delle tradizioni territoriali?“Dora in poi raccontami” è l’idea vincitrice del Bando di concorso “Giovani per la Dora”, un’azione del Progetto “La Dòira: Laboratorio Dora Riparia, Idee Rivolte all’Ambiente”, inserito nel Programma In.F.E.A. finanziato dalla Regione Piemonte, dalla Provincia di Torino, dai Comuni di Collegno, Almese, Alpignano, Avigliana, Buttigliera Alta, Caselette, Pianezza, Rivoli, Rosta e dalla Società Zona Ovest di Torino s.r.l. (ente strumentale dei comuni del Patto Territoriale Zona Ovest, ndr). L’ispirazione progettuale è nata dalla passione ciclistica di Paola Guelfi, Elena Giardina, Marco Ballatore, Daniele Molito, Dionigi Rosso, Maddalena Fogliano, Mauro Caliendo, Andrea Anelli, Daniele Carella, Maria Cristina Parano e Stefano Revolon. Giovani accompagnatori cicloturistici della Regione Piemonte. Il progetto ha come obiettivi la valorizzazione e promozione del territorio, dei prodotti agricoli locali; la (ri)scoperta dell’ambiente, della fauna e della flora della Dora Riparia; la valorizzazione degli itinerari turistici già esistenti e fruibili a piedi e in bicicletta; la promozione e l’utilizzo della bicicletta come mezzo sostenibile ideale per la scoperta del territorio; il racconto di storie e memorie locali per favorire l’incontro tra le generazioni di ieri e di oggi. È un progetto che coniuga cicloturismo, associazioni, rappresentazioni teatrali di storie e memorie degli abitanti, musica popolare, aziende agricole, produttori locali e agriturismi capaci di raccontare un territorio e il suo fiume: la Dora.

Come è nata la vostra cooperativa e come è arrivata alla progettazione e realizzazione di “Dora in poi raccontami”?
Più che ‘cooperativa’ si parla di cooperazione che nasce dall’incontro per la passione della bicicletta e la forte volontà di mettere in pratica l’abilitazione professionale di accompagnatori cicloturistici per creare un progetto che stimoli la gente ad andare in bicicletta e conoscere le meraviglie naturali del territorio che abita e i buoni prodotti della terra.

In cosa consiste concretamente il progetto e che pubblico ha avuto?
Il progetto concretamente è la realizzazione di 3 giornate evento nei comuni attraversati dalla Dora Riparia, così da sensibilizzare i partecipanti ai valori del rispetto e della salvaguardia del territorio e più in generale dell’ambiente. Il 17 giugno scorso il percorso ha toccato Rosta, Avigliana e Almese. L’8 luglio: Collegno e Pianezza. Il 16 settembre prossimo passeremo da Alpignano, Rivoli e Casellette.
Le giornate iniziano con il giro in bicicletta, attraverso i comuni interessati, per la conoscenza del territorio storico-architettonico e dell’ambiente naturale della Doria Riparia e continuano con le attività pomeridiane all’interno di agriturismi e cascine: l’orto-laboratorio per la divulgazione della conoscenza e cura delle piante e ortaggi. La rappresentazione teatrale a cura della Compagnia Officina04 che mette in scena la raccolta di storie ricercate con interviste agli anziani dei luoghi, l’accompagnamento musicale a cura dell’associazione Minoranze D’Autore e infine l’apericena a Km0 per assaporare i buoni prodotti di questo territorio.
Il pubblico che ha partecipato alle prime 2 giornate è di tutte le età: da bambini di 5 anni ad adulti di oltre 65 anni che felici ed entusiasti del giro in bicicletta, organizzato nei minimi dettagli e in sicurezza, hanno partecipato alle altre attività con sorpresa ed interesse e hanno richiesto una continuità di questi eventi che sono salutari e ottimi per la diffusione della conoscenza di questi territori.

A che punto è Torino (e la Regione Piemonte) rispetto al resto d’Italia per quanto riguarda l’attenzione ai ciclisti e agli spazi ciclabili”?
Tra le grandi città italiane Torino, con la sua Provincia, è quella che più facilmente si percorre in bicicletta perché è per la maggior parte in pianura e per l’agile tracciato delle piste ciclabili (ad oggi circa 175 Km). Il posteggio della bici è facilitato dalle numerose rastrelliere installate in Città nelle strade e nei parchi. Inoltre, è possibile parcheggiare la bicicletta nel cortile condominiale della propria casa o dello stabile presso cui si lavora.
Da giugno 2010 è attivo ToBike, il servizio di biciclette condivise a prelievo automatizzato (bike sharing) della Città di Torino.

E per quanto riguarda la sicurezza dei ciclisti?
E’ proprio di questi giorni la notizia che il Consiglio del Piemonte ha approvato all’unanimità la mozione per l’adesione della Regione alla petizione nazionale “In-Itinere”, lo scopo è di tutelare chi va a lavoro in bicicletta e ridurre drasticamente avvenimenti tragici come quelli avvenuti lo scorso 20 luglio in cui ha perso la vita il ventottenne Giammatteo Gerlando che stava correttamente attraversando sulla ciclabile ed è stato travolto e scagliato a diversi metri da un automobilista che poi è scappato ed in seguito si è costituito. Questi fatti accadono perché la gran parte degli automobilisti ignora completamente il codice della strada e non sa che gli attraversamenti ciclabili, come quelli pedonali, hanno sempre la precedenza su tutti i mezzi. A Torino ma anche nel resto d’Italia, l’attenzione ai ciclisti è un valore che ancora deve entrare nell’educazione quotidiana di ognuno. Bisogna educare, informare e diffondere la cultura della mobilità sostenibile per il rispetto della vita. Insomma, c’è ancora molto da fare.

(toni castellano)



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