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Combattere il trafficking proteggendo i diritti umani

28 Oct Combattere il trafficking proteggendo i diritti umani

Per anni decine di associazioni e Enti locali nel nostro Paese si sono dedicati a sostenere l’integrazione sociale delle molte persone, in particolare donne e minori, vittime del traffico di esseri umani per scopo di sfruttamento sessuale.
Il modello di lavoro sviluppato in Italia dalle associazioni e le leggi emanate per combattere le reti criminali hanno dato molti esiti positivi.

Tra marzo 2000 e maggio 2007 il complesso degli enti impegnati nel settore sono entrati in contatto con 54.559 persone coinvolte nella prostituzione offrendo ascolto, accompagnamento ai servizi socio-sanitari, consulenza, aiuto e nello stesso periodo hanno realizzato 13.517 programmi art. 18 per le vittime di grave sfruttamento e tratta, 938 dei quali in favore di minori.

Tutelare e promuovere i diritti delle vittime ha rappresentato e rappresenta inoltre il più efficace contributo al contrasto delle organizzazioni criminali che ne gestiscono la tratta e lo sfruttamento. L’Italia è il Paese con il numero più alto numero di arresti e processi per reati di tratta e correlati. Un dato che potrebbe essere ulteriormente incrementato.
Purtroppo dobbiamo denunciare che le pratiche repressive attuate da molte amministrazioni comunali stanno precarizzando seriamente il lavoro delle Unità di Strada, e soprattutto si registrano casi di abusi e violenze istituzionali, alcuni riportati anche dai media.

Non vi è dubbio che la situazione che si venuta a creare sia di grande pericolo per l’incolumità delle persone che si prostituiscono e soprattutto per le vittime dei trafficanti che non possono trovare alternative e non hanno più fiducia verso le forze di polizia. Infatti sempre più spesso alla vista dei lampeggianti fuggono spaventate anche mettendo a rischio la propria vita come è successo a Bari.

Non è vero che per chi è vittima non si procede con le multe, le osservazioni fatte ci dimostrano che si multano 1 cliente a fronte di 10 prostitute (in maggioranza rumene). Figuriamoci se queste chiederanno aiuto ai poliziotti e/o denunceranno i soli “amici” fedeli che hanno: gli sfruttatori/traficanti.

Quelle messe in atto in questi ultimi mesi non sono politiche di contrasto della prostituzione, ma “d’ordine” e di controllo delle migrazioni clandestine.
Sottolineamo il fallimento delle misure di tutela delle persone sfruttate e la violazione dei loro Diritti Umani.



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