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Condannati all’ergastolo gli imputati per l’omicidio Garofalo

01 Apr Condannati all’ergastolo gli imputati per l’omicidio Garofalo

Immagine 13Condannati. Tutti e sei gli imputati. Questo l’epilogo del processo istruito a luglio 2011 per la scomparsa di Lea Garofalo, sequestrata, torturata, uccisa e sciolta nell’acido la notte tra il 24 e il 25 novembre 2009. La Corte d’Assise presieduta da Anna Introini ha di fatto accolto la richiesta di ergastolo pronunciata dal pubblico ministero Marcello Tatangelo al termine della sua requisitoria. Carlo Cosco e i fratelli Vito e Sergio, così come Rosario Curcio, Massimo Sabatino e Carmine Venturino sono dunque stati condannati all’ergastolo, con l’isolamento diurno differenziato: due anni per Carlo Cosco e Vito Cosco, un anno per gli altri imputati. Non solo. Tutti sono stati condannati a risarcire una provvisionale di 200 mila euro a Denise Cosco, figlia di Carlo Cosco e Lea Garofalo, che coraggiosamente aveva testimoniato in aula, costituendosi parte civile. La giovane ventenne era presente alla lettura della sentenza, in un’altra stanza per motivi di sicurezza (tutt’ora vive sotto scorta e sotto programma di protezione), insieme a Don Luigi Ciotti e agli avvocati dell’ufficio legale di Libera, Enza Rando e Ilaria Ramoni. In aula, moltissimi i cittadini arrivati per dimostrare sostegno alla ragazza; tra il pubblico anche Nando dalla Chiesa, presidente onorario di Libera, e lo scrittore  e consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli. Gli imputati dovranno inoltre versare un risarcimento di 25 mila euro al Comune di Milano (parte civile) ed è stata stabilita una provvisionale di 50 mila euro rispettivamente per la madre e la sorella di Lea Garofalo, anche se la cifra dovrà essere ridiscussa in sede civile. I sei condannati dovranno inoltre farsi carico delle spese processuali, hanno avuto l’interdizione in perpetuo dagli incarichi dei pubblici uffici e a tutti è stata infine negata la potestà genitoriale. I teste Pasquale Nicoscia, Domenico Megna, Carlo Toscano, Francesco Ceraudo, Renata Plado, Antonio Garofalo e Gennaro Garofalo sono infine stati accusati di falsa testimonianza. I primi due sono i detenuti che in video conferenza avevano smentito quanto affermato dal collaboratore di giustizia Angelo Cortese («Nel 2001 Carlo Cosco mi chiese di uccidere Lea e scioglierla nell’acido»); Toscano, Ceraudo e la Plado (convivente di Giuseppe Cosco) sono stati i tre teste d’alibi di Giuseppe Cosco che avevano dichiarato che quella fatidica sera l’uomo era con loro.
Denise Cosco, per mezzo del suo avvocato Enza Rando, al termine della lettura della sentenza ha dichiarato: «Il fatto più importante oggi è che una giovane ragazza a cui hanno ucciso la mamma ha avuto il coraggio di essere testimone di giustizia. Ha rotto la paura e l’omertà e ha portato il suo contributo a scrivere una pagina di giustizia e verità». Che tu, Denise, e tua mamma possiate essere da esempio, aggiungiamo noi. E, come ha commentato don Luigi Ciotti:« Dobbiamo tutti inchinarci di fronte al coraggio di questa ragazza»

(marika demaria)



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