About Us

Corruzione: Ciotti, serve una legge vera non una mezza legge

05 Jun Corruzione: Ciotti, serve una legge vera non una mezza legge

05.06.2014 | Ansa

Pisa –  ”Il problema non è la mafia, né i corrotti: il problema siamo noi. Possibile che 60 milioni di italiani non riescano a cambiare le cose? Il tema allora non è più la legalità, ma la responsabilità di impegnarsi e di praticare la denuncia ogni giorno”. Lo ha detto don Luigi Ciotti nel suo intervento a Pisa durante la cerimonia di inaugurazione dell’edicola della legalità confiscata alla ‘ndrangheta e restituita alla collettività attraverso una cooperativa che la utilizzerà a scopi sociali. ”In Italia – ha aggiunto – serve una legge vera contro la corruzione, non una mezza legge come c’è adesso. Ma soprattutto serve che la gente non volti la testa dall’altra parte. Oggi sarà questa edicola a parlare, a continuare a parlare di quanto è importante l’impegno quotidiano. La Toscana, una volta di più, ha saputo dimostrare che qui c’è la fertilità necessaria per seminare e raccogliere i frutti: ora spetta a voi, a tutti noi cittadini, fare in modo che questa edicola e questa cooperativa possano crescere e vivere”.

Durante una lectio magistralis agli studenti dell’Università di Pisa, il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, ha esortato i giovani ”a non guardare al nuovismo, a un rinnovamento parziale, serve un rinnovamento delle coscienze che consegni finalmente alla magistratura meno leggi e più legge e alle forze dell’ordine gli strumenti per combattere l’illegalità”. Riferendosi alle cronache giudiziarie per l’inchiesta sul Mose ”Legalità ormai è una parola abusata – ha aggiunto – strattonata da troppe parti. La legalità non può essere malleabile, né calibrabile alle diverse esigenze, come vediamo anche in questi giorni”. ”La magistratura sta lavorando – ha aggiunto – e noi non vogliamo, né possiamo giudicare. Però quello che vediamo è una fotografia che abbiamo davanti agli occhi. E che ci graffia. Eppure fu per primo l’arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, nel 1984, assai prima di Tangentopoli, a mettere in guardia dalla corruzione e dal malaffare”. Per questo, anche in politica, secondo don Ciotti, ”bisogna operare per un potere che sia servizio e responsabilità e non abuso e privilegio”. 



Facebook

Twitter

YouTube