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Corruzione: Libera, ogni italiano versa mille euro a malaffare

03 Feb Corruzione: Libera, ogni italiano versa mille euro a malaffare

03.02.2014 | Ansa

Roma – La corruzione “è una tassa occulta che trasforma risorse pubbliche, destinate a servizi e opere, in profitti illeciti”: è quanto sostiene l’associazione antimafia Libera, alla luce del Rapporto Ue sulla corruzione. E’ come, dicono, se ogni italiano fosse costretto a versare mille euro l’anno nelle casse del malaffare e dell’illegalità. “Davanti ai costi della corruzione diretti e indiretti non si deve più tacere. Anche l’Europa ci chiede che la lotta alla corruzione sia una delle priorità per il nostro Paese. Non può essere normale la corruzione, perche’ non è normale una società che ruba a se stessa” si legge in una nota. La lotta alla corruzione, sottolineano, è una priorità non solo etica ma economica: “La corruzione è furto di bene comune, furto di diritti e di speranze, di opportunità e di lavoro. Reati diffusi al punto da diventare costume, chiedono non solo leggi all’altezza ma l’impegno di tutti noi a volerle e sostenerle attraverso le scelte e i comportamenti quotidiani”. Secondo l’associazione di don Ciotti, “occorre arrivare in tempi brevi alla approvazione del 416 ter ma, il prima possibile, a una più generale legge sulla corruzione dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per “reati civetta” come il falso in bilancio, l’autoriciclaggio, l’evasione fiscale; conflitto d’interessi, trasparenza del sistema sanitario) necessarie per rendere il nostro Paese una comunità dove l’interesse economico coincida finalmente con l’interesse sociale, con la dignità e la libertà di tutti”.

Bruxelles – Il rapporto della Commissione europea sulla corruzione rappresenta ”uno schiaffo alla politica e alla classe dirigente italiana”, perché evidenzia ”l’incapacità dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni di far fronte al fenomeno”. E’ quanto afferma l’eurodeputata del Pd Rita Borsellino, commentando la relazione pubblicata oggi dall’esecutivo comunitario. ”La Commissione Ue conferma quanto diciamo da tempo, ossia che il nostro ordinamento non è in grado di garantire alla magistratura di perseguire e contrastare adeguatamente i fenomeni di corruzione”, sottolinea la Borsellino. Bruxelles ha messo in evidenza in particolare ”il legame tra politica, imprenditoria e mafie, sottolineando come sia la corruzione della sfera politico-imprenditoriale ad attrarre la criminalità organizzata, di fatto alimentandola, e non viceversa”, osserva l’eurodeputata. Per questo motivo, la Borsellino chiede di varare al più presto ”misure incisive per affrontare i limiti del nostro ordinamento, dai tempi di prescrizione all’autoriciclaggio, passando per il voto di scambio”. 

Roma – “Più che le nostre leggi contro la corruzione vengono bocciate le mancate attuazioni delle nostre leggi. La legge anticorruzione approvata nel novembre 2012 era una buona legge, e molti aspetti di quella legge non sono stati affatto applicati”. Lo ha detto a Sky TG24 HD il magistrato Raffaele Cantone – ora in Cassazione, ma fino al 2007 alla DDA di Napoli – a proposito del rapporto Ue sulla corruzione. “Sono necessari interventi, modifiche – ha spiegato il pm che ha indagato sul clan dei casalesi, assicurando alla giustizia alcuni tra i più importanti capi del gruppo – come per esempio quello di consentire ai comuni amministrati da commissioni straordinarie di uscire da rapporti di collusione o corruzione con la criminalità organizzata. C’è un problema di bonifica della classe dirigente, degli uffici comunali, di pezzi della politica. Tema che resta di emergenza prioritaria”.

Roma – “Il rapporto Ue sulla corruzione conferma l’enorme peso economico della corruzione in Italia. Per questo è necessario porre in essere misure straordinarie, come il sequestro dei beni ai grandi corrotti e ai grandi evasori, procedendo come già previsto per i mafiosi. Solo colpendo sul patrimonio si può arginare una corruzione che avvelena il paese”: così Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista. ”Occorre cioè – aggiunge – fare il contrario di Renzi, che invece ha riabilitato come salvatore della patria il condannato Berlusconi, che in ogni altro Paese civile sarebbe trattato per quello che è: un delinquente”.

Roma – “Il report dell’Unione europea sulla corruzione in Italia riconosce che il nostro Paese ha fatto passi in avanti “significativi” nella lotta contro questo fenomeno. Soprattutto viene affermato il cambio di prospettiva: la centralità che hanno assunto le politiche di prevenzione e di responsabilità all’interno della pubblica amministrazione e della classe politica, per “bilanciare il fardello della corruzione”, cioè per contrastarlo”, afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi. “Il rapporto inoltre suggerisce ulteriori misure, alcune delle quali già avviate. Penso alla trasparenza della dichiarazione dei redditi degli ufficiali pubblici. Penso anche alla legge sul finanziamento dei partiti. Penso all’individuazione di un’autorità nazionale anticorruzione. Sono tutti provvedimenti che sono già legge. Ci sono altri passi in avanti da fare, per esempio sul tema delle incompatibilità. Esiste per i dipendenti pubblici il decreto legislativo n. 39 su incompatibilità e inconferibilità degli incarichi. Pochi giorni fa il governo ha approvato un disegno di legge che introduce il regime fortemente limitativo tra le cariche in importanti enti pubblici e gli incarichi in società private, fino a prevedere l’esclusività delle cariche più rilevanti. Per quanto riguarda la parte penale sono note le criticità evidenziate al nostro Paese. Un primo passo potrà essere compiuto affrontando il tema dell’autoriciclaggio, la cui introduzione ci viene richiesta da più organismi internazionali e che è contenuta nel rapporto della commissione anti-criminalità organizzata istituita dal presidente del Consiglio, Enrico Letta”, conclude. 

Roma – “Per quanto riguarda la parte penale sono note le criticità evidenziate al nostro Paese. Un primo passo potrà essere compiuto affrontando il tema dell’autoriciclaggio, la cui introduzione ci viene richiesta da più organismi internazionali e che è contenuta nel rapporto della commissione anti-criminalità organizzata istituita dal presidente del Consiglio, Enrico Letta”. Lo afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi nel commentare la relazione dell’Ue sulla lotta ala corruzione.



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