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Crisi e Compro Oro: giro d’affari 2-3 mld euro annuo. Un Ddl per regolamentare il mercato

11 Apr Crisi e Compro Oro: giro d’affari 2-3 mld euro annuo. Un Ddl per regolamentare il mercato

11.04.2012 | Agenzie varie

Asca
Roma – Un mercato in chiaroscuro, a forte rischio di infiltrazione della malavita organizzata, con regole ormai superate e insufficienti. Questo, malgrado il giro d’affari, complice la grave crisi in corso, si sia di fatto quasi decuplicato negli ultimi dieci anni. E’ per questo che il fenomeno dei cosiddetti ‘compro-oro’, che secondo stime delle associazioni nazionali di categoria del settore orafo-argentiere si aggirano ormai tra i 5 mila e gli 8 mila esercizi per un giro d’affari di 2-3 miliardi di euro anni, deve essere subito regolamentato per introdurre nuovi strumenti che ne regolino trasparenza e tracciabilità. La proposta di Disegno di legge che vede tra i firmatari parlamentari Pd come Veltroni, Verini, Damiano, Realacci e Rosato è stato presentato oggi alla Camera dallo stesso Walter Veltroni e dal fondatore dell’associazione anti-mafia don Luigi Ciotti. Un fenomeno, quello dei compro-oro, definito oggi ‘tutto italiano’ che, negli anni, ha generato un mercato sommerso che non di rado finisce per alimentare i fenomeni della ricettazione e del riciclaggio. Si calcola che solo il 20% delle realtà del settore siano ‘trasparenti e fondate sulla serietà professionale’.
Nel Ddl si propone (all’art.1) di istituire un apposito registro ‘delle attivita’ di compravendita di oro’ tenuto dalle Camere di commercio. All’art.2, invece, si stabilisce l’obbligatorieta’ della tracciabilita’ degli oggetti e metalli preziosi mentre si estende ai ‘compro-oro’ le disposizioni in materia di riciclaggio. Tra le altre novita’ si propone l’obbligo per i ‘compro oro’ di inviare, entro 24 ore dall’acquisto, alla questura competente per territorio ogni informazione sugli oggetti acquistati.
Don Ciotti, elogiando l’iniziatva, ha affermato che oggi c’è ‘la certezza della presenza delle mafie’ anche in questo settore. E questo, ha chiarito, senza ‘criminalizzare nessuno e tantomeno gli operatori onesti’. ‘Ma non ci si può nascondere – ha aggiunto – che in un momento drammatico di crisi come l’attuale, quello del ‘compro oro’ rappresenta una straordinaria opportunità di arricchimento e di riciclaggio per la criminalità. A questo punto, se si parla di etica come si fa oggi, occorrono certezze sull’approvazione di una norma come questa’. Anche Veltroni ha insistito sulla necessita’ di giungere al più presto all’approvazione della normativa anche ‘per il dilagare delle mafie in ogni settore dell’economia italiana. Questo improvviso proliferare di questo mercato, complice la crisi, non puo’ far sorgere domande ma, certamente, richiede risposte’.

TMNews
ROMA – La mafia e la criminalità organizzata in genere aumentano ogni giorno la loro capacità di infiltrarsi nelle istituzioni e nel sistema economico, la crisi crea ulteriori opportunità e la politica deve reagire, anche approvando una legge che disciplini il delicato settore dei ‘compro-oro’. Walter Veltroni lo ha detto durante una conferenza stampa organizzata per presentare la proposta di legge presentata dalla deputata Pd Donella Mattesini pensata per garantire la “tracciabilità di compravendite di oro e oggetti preziosi”. Alla conferenza stampa partecipavano, oltre alla Mattesini, anche don Luigi Ciotti e il deputato Pd Francesco Boccia.
“Non stiamo dicendo – ha precisato Veltroni – che tutto il settore del ‘compro-oro’ è legato a questo problema (il riciclaggio di denaro sporco, ndr), ci sono persone oneste, che lavorano seriamente. Ma il giro d’affari del settore è di oltre 7 miliardi l’anno… Difficile pensare che sia alimentato solo da famiglie che vendono le catenine…”. Concetto ribadito anche da don Ciotti: “Non voglio generalizzare, ma bisogna prendere coscienza che questo è uno dei canali del riciclaggio. Il Parlamento deve sentire l’urgenza di intervenire”. Veltroni ha aggiunto: “Questa pdl deve essere approvata rapidamente, spero che non ci siano resistenze di carattere politico”.



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