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Crolla la spesa sociale: -81% in sette anni

26 Jun Crolla la spesa sociale: -81% in sette anni

Dal 2007 a oggi in Italia la spesa pubblica destinata al sociale è scesa dell’81%: il Fondo per le politiche sociali è passato dagli 1,6 miliardi di euro stanziati otto anni fa ai 297 milioni previsti per il 2014. A ribadire il problema è il Censis nel consueto appuntamento di giugno Un mese di sociale, giunto quest’anno alla sua ventisettesima edizione. Il Fondo, istituito nel 1997 per trasferire risorse aggiuntive agli enti locali, era dedicato all’offerta di servizi per anziani, disabili, famiglie in difficoltà e minori. Il record negativo si è raggiunto nel 2012 quando le risorse assegnate sono state pari a 43,7 milioni, ancora peggio il Fondo per la non autosufficienza: dopo i 400 milioni di euro del 2010, è stato annullato nel 2012 per poi risalire a 350 milioni nel 2014. In un simile contesto il ruolo svolto dal volontariato e dal settore no-profit non può che risultare fondamentale: più di 5,4 milioni di persone tra lavoratori e volontari sono impegnate in più di 300.000 associazioni per tappare i buchi un Welfare in disfacimento. Tuttavia il divario tra Nord e Sud è ancora molto evidente: basti pensare che vi sono 104 istituzioni no-profit ogni 10.000 abitanti in Valle D’Aosta, contro le 41 della Calabria o le 25 della Campania.
Questa disuguaglianza tra Settentrione e Meridione si registra anche nella spesa sociale: i Comuni spendono per il settore oltre sette miliardi l’anno, pari a 115,7 euro per abitante. La maggior parte della spesa è destinata a famiglie e minori (40%), seguiti dai disabili (23,2%), gli anziani (19,8%), i poveri e i senza fissa dimora (7,9%). Tuttavia mentre la Provincia autonoma di Trento spende 282,5 euro per abitante, la Calabria è ferma a quota 25,6.

(valentina casciaroli)



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