About Us

Cucchi: Dipartimento antidroga si costituisce parte civile

01 Dec Cucchi: Dipartimento antidroga si costituisce parte civile

01.12.2010 | Ansa

Roma – Il Dipartimento per le politiche antidroga, che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri, si costituirà parte civile nei confronti dei medici dell’ospedale Pertini di Roma, nel processo per la morte di Stefano Cucchi, all’apertura del dibattimento qualora il Gup decidesse di accogliere le richieste dei pubblici ministeri Barba e Loi. Ne da’ notizia lo steso Dpa.
“I trascorsi di tossicodipendenza di Stefano Cucchi – dice in una nota il sottosegretario Carlo Giovanardi, al quale fa capo il Dipartimento – causati dall’uso di cannabinoidi, cocaina ed eroina, i 17 accessi al pronto soccorso nei precedenti 10 anni a causa di ripetute ferite, contusioni e fratture, le crisi di epilessia e il fatto, ampiamente diffuso dalla stampa, che nel momento del ricovero fosse sottopeso, in condizioni cliniche scadute, brachicardico, con alterazioni della funzionalità epatica e pancreatica, avrebbero dovuto responsabilizzare i medici nella cura di un soggetto debole, fragile, vittima della droga”. “Con questa scelta il Dipartimento conferma la linea del Governo in tema di droga, laddove si ritiene che i tossicodipendenti, anche se hanno commesso reati di non particolare gravità, debbano essere curati e riabilitati presso Sert e comunità piuttosto che essere ristretti in carcere, dove comunque lo Stato ha il dovere di garantire il loro diritto alla cura” conclude la nota.
Il 25 novembre scorso Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele, il giurista Livio Pepino, Patrizio Gonnella, presidente di “Antigone” e Tonio Dell’Olio di “Libera” avevano lanciato a Giovanardi un appello, per sollecitare la sua costituzione a parte civile nel processo per la morte di Stefano Cucchi, il giovane geometra morto nell’ottobre 2009 nell’area di detenzione dell’ospedale romano Pertini sei giorni dopo il suo arresto per spaccio di droga.



Facebook

Twitter

YouTube