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Dati Istat: la crescita del no-profit è un dato che non si può ignorare

12 Jul Dati Istat: la crescita del no-profit è un dato che non si può ignorare

Un commento di Pietro Barbieri, Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore sui dati Istat relativi a imprese, pubblica amministrazione e no-profit

Il mondo del no-profit cresce e si diversifica, dimostrandosi il più dinamico del sistema produttivo italiano. Lo hanno confermato i primi risultati del 9° Censimento Istat su imprese, pubblica amministrazione e no-profit che hanno registrato 301.191 istituzioni no-profit attive in tutta Italia, con un incremento pari al 28% rispetto all’ultima rilevazione del 2001.”Un dato positivo e decisamente significativo – dichiara Pietro Barbieri – che dimostra quanto il terzo settore sia diffuso, radicato e  forte nel nostro Paese.”I dati dell’Istat hanno fotografato un settore che conta sul contributo lavorativo di 681mila dipendenti, 270mila lavoratori esterni, 5mila lavoratori temporanei e 4,7 milioni di volontari.  “Numeri rilevanti – prosegue  Barbieri – che confermano il peso che il nostro mondo ricopre nel tessuto economico,sociale, culturale e produttivo del nostro Paese e che ribadiscono il ruolo importante che ha per la tenuta del Paese, specialmente in questo momento di crisi, e per garantire un nuovo modello di sviluppo nel quale, ci auguriamo, il welfare venga valorizzato come una risorsa sulla quale investire.””Un terzo settore che contribuisce al rilancio dello sviluppo e della tenuta della coesione delle comunità – conclude il Portavoce – deve essere accompagnato da segnali forti di riconoscimento. Ci auguriamo un salto di qualità da parte delle forze politiche che devono essere in grado di cogliere e valutare con la stessa nostra attenzione il valore di questi numeri, mettendo in atto un cambio di rotta rispetto al passato e restituendoci forti segnali di riconoscimento che non possono più tardare”.

(anna monterubbianesi)



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