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Dietrofront del Comune di Pagani: la piazza non sarà intitolata a Marcello Torre

14 Jan Dietrofront del Comune di Pagani: la piazza non sarà intitolata a Marcello Torre

Un inaspettato dietrofront. L’amministrazione comunale di Pagani, in provincia di Salerno, ha revocato l’intitolazione della piazza a Marcello Torre, l’avvocato penalista ex sindaco della città dell’agro, ucciso dalla camorra l’11 dicembre del 1980. Una decisione che giunge appena un mese dopo la cerimonia inaugurale, effettuata il 12 dicembre scorso alla presenza del presidente della giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, e del presidente nazionale del Gruppo Abele e di Libera, don Luigi Ciotti. La giunta comunale di Pagani, guidata dal sindaco facente funzioni, Salvatore Bottone, dopo essersi espressa favorevolmente con voto unanime, ha ritenuto un errore aver intitolato la piazza Corpo di Cristo all’avvocato Torre. “Piazza Corpo di Cristo – spiega Bottone – è un luogo storico della nostra comunità e non doveva essere intitolata al compianto sindaco di Pagani ucciso dalla camorra. La decisione adottata dalla giunta mesi or sono, alla cui riunione io non partecipai – ricorda Bottone – ha sollevato in questi mesi un polverone di polemiche. La piazza del Corpo di Cristo è un luogo storico per tutti i paganesi che in questi mesi hanno espresso tutto il loro disappunto per il cambio di denominazione. Marcello Torre, deve essere ricordato dalla città di Pagani – conclude Bottone – ma non con l’intitolazione di quella piazza”.
Indignata la reazione della vedova, signora Lucia de Palma, e della figlia Annamaria: “Non possiamo negare un qualche sconcerto – si legge nella nota – perché la diatriba scatenatasi all’interno dell’amministrazione comunale ci ha addolorato in quanto in nessun momento abbiamo preteso che fosse intestata al nostro caro marito e padre quella o altre piazze. Diffidiamo l’amministrazione comunale dal compiere qualsiasi ulteriore passo e non procedere ad alcuna intitolazione di strade, stradine, piazze o luoghi pubblici di Pagani. Siamo stanche delle polemiche che hanno ridotto la memoria di un marito, di un padre, di un avvocato, di un sindaco, di un martire della Repubblica in una ignobile farsa”.
Un trattamento irrispettoso per chi, in vita, “sognava una Pagani civile e libera” e si adoperò per renderla tale. Un balletto di polemiche che mal si concilia con la memoria di un uomo retto, che da sindaco, nel 1980, seppe fare muro contro il dilagare degli interessi criminali del post terremoto in Irpinia, anche a costo della propria vita.
Marcello Torre fu infatti ucciso l’11 dicembre, mentre usciva di casa, colpito a morte da una raffica di colpi esplosa dal pugno di due killer. Ad ordinare il suo assasinio, secondo la sentenza della corte d’Assisi di Salerno del 2001, lo stesso boss Raffaele Cutolo, ‘o Professore, gran burattinaio della ricostruzione.



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