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Don Ciotti: da nazionale segni concreti nella lotta alle mafie

24 Oct Don Ciotti: da nazionale segni concreti nella lotta alle mafie

24.10.2013 | Agenzie varie


AdnKronos – “Il calcio ha una importante funzione sociale e non può esser considerato un fenomeno a parte. Gli stadi non sono zone franche, ci vuole fermezza, la violenza si batte in tutte le sue forme a partire dalla scuola, dal rispetto delle regole e dal rispetto delle persone, dalla distinzione tra bene personale e collettivo”. Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione contro le mafie ‘Libera’ ,si rivolge cosi’ alla platea di dirigenti del mondo del calcio intervenuti oggi alla presentazione del Bilancio sociale 2013 della Figc nella sala Polifunzionale della presidenza del Consiglio dei ministri a Roma. “Il mondo dello sport si e’ assunto una grande responsabilità educativa, anche con le famiglie. Anche i campioni hanno una grande responsabilita': essere campioni nella vita e non solo nello sport. Non ci può essere separazione tra sport e vita – prosegue Ciotti -. Pensando ad allenatori e dirigenti, alla responsabilita’ che avete, quando sento parlare di etica nelle professioni mi auguro si capovolga il termine in ‘etica come professione'”. “Il Bilancio sociale Figc è un bene comune da alimentare con proposte culturali ed educative che devono diventare sempre più ampie ed articolate -sottolinea il fondatore di ‘Libera’ che poi si sofferma sul ruolo che la Nazionale ha avuto nella lotta alle mafie, a partire, ad esempio, dall’iniziativa a Rizziconi, in Calabria, su un campo confiscato alla ‘ndrangheta- Il vostro è stato un segno di speranza e concreto. Le mafie non hanno gradito e ci hanno bruciato centinaia di ulivi, le mafie hanno distrutto gli ulivi ma sono fioriti i ragazzi”.

LaPresse – “Essere campioni è una responsabilità non solo nello sport ma anche nella vita. Il calcio ha un’importante funzione sociale e non può essere considerato un fenomeno a parte. Gli stadi non sono zone franche. Ci vuole fermezza nella consapevolezza che per sconfiggere la violenza non basta solo l’azione repressiva ma bisogna combatterla in tutte le sue forme, dalla scuola all’educazione al rispetto delle persone?. Lo dice don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione contro le mafie ‘Libera’, nel corso della presentazione del bilancio sociale Figc 2013 presso la Sala Polivalente della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma.
Don Ciotti ricorda poi la visita della Nazionale a Rizziconi e l’allenamento su un campo confiscato alla ‘ndrangheta. “Per nove anni la mafia non aveva mai permesso a nessuno di giocarci – racconta rivolgendosi al presidente della Figc, Abete – voi avete fatto un gesto concreto e graffiante di concretezza e speranza venendo a giocare su questo campetto”. Il sacerdote parla poi della reazione della malavita: “Non hanno gradito ed hanno risposto bruciandoci ulivi secolari e tagliandone 500 – svela – ma grazie al vostro gesto ed alla vostra presenza da quel momento 250 ragazzi frequentano la scuola calcio. Loro hanno distrutto gli ulivi ma sono fioriti dei ragazzi”. Infine una battuta sul bilancio sociale della Figc: “E’ un bene comune alimentato da un proposta culturale ed educativa che deve farsi negli anni più vasta ed articolata – conclude – la scommessa è che si allarghi oltre al calcio perché ogni disciplina sportiva può portare il suo contributo. Educare ed educarci è alla base del cambiamento”.



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