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Don Ciotti, nella lotta alle mafie anche l’arte può fare la sua parte

30 Jun Don Ciotti, nella lotta alle mafie anche l’arte può fare la sua parte

30.06.2010 | Ansa

Roma – “Anche l’arte e il cinema possono fare la propria parte nel tradurre in un linguaggio più accessibile, ma non banale, la fame di giustizia e di conoscenza”.”Un bel film, secondo il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, può innescare la voglia di vivere non da spettatori, ma attivamente”” per questo Libera assieme alla Fondazione Cinemovel, presieduta dal regista Ettore Scola, per il quinto anno porterà il cinema di impegno civile nei territori sottratti alle mafie. Rappresentare la realtà attraverso mezzi diversi, ha spiegato don Ciotti, può essere utile a patto però che “non si parli di mafie attraverso vicende fortemente romanzate e spettacolarizzate”, perché “quando si tratta di temi così delicati, la rappresentazione deve stimolare la sete di conoscenza, l’assunzione di responsabilità e la speranza”. Partendo per la prima volta dal nord, da San Sebastiano da Po (in provincia di Torino) il 13 luglio, a voler ricordare come ribadito da don Ciotti, “che al Nord ci sono importanti cellule di famigerati clan che fanno affari” la carovana di cinema itinerante toccherà sette le regioni: oltre al Piemonte, Lombardia, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia e Campania. Il programma, simbolicamente è stato presentato al Cinema l’Aquila di Roma, anch’esso bene un confiscato, sottratto al patrimonio della banda della Magliana. Tra i film, che verranno proiettati gratuitamente, con il contributo del ministero della Gioventù, delle Coop, della Fondazione per il Sud e della Fondazione Unipolis, storie che parlano di diritti universali e di legalità, tra i quali Rachel, inchiesta sulla morte della pacifista americana Rachel Carrie nei territori della Striscia di Gaza; Persepolis, dell’iraniana Marjane Satrapi; Draquila di Sabina Guzzanti, sulla gestione del terremoto in Abruzzo e Comando e Controlli di Alberto Puliafito, che tratta lo stesso tema e Fortapasc di Marco Risi.
Contemporaneamente alle proiezioni partiranno anche i campi di lavoro ‘E!state Liberi ‘ che Libera organizza sui terreni confiscati, ai quali hanno aderito quest’anno 3 mila ragazzi: “Le richieste sono tante – ha concluso don Ciotti – e i beni confiscati ancora troppo pochi, perché il 42% è sotto ipoteca bancaria: bisogna sbloccare questa situazione”.



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