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Don Ciotti: “Non spegnete gli interruttori della luce della legalità”

29 May Don Ciotti: “Non spegnete gli interruttori della luce della legalità”

29.05.2012 | Ansa

Attentato Brindisi. Don Ciotti: Non vergognatevi delle vostre radici
Mesagne – “Voi siete mesagnesi,e non dovete mai vergognarvi di questo appellativo. E’ il nome di un popolo onesto, laborioso e generoso”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, rispondendo alle domande degli studenti del Consiglio comunale dei ragazzi di Mesagne. Don Ciotti ha poi rivolto un pensiero in questo senso “a Massimo e Rita (i genitori di Melissa Bassi, ndr) che sono andati anni fa in Toscana per cercare lavoro” proprio a conferma della laboriosità dei mesagnesi.

Attentato Brindisi. Studentessa: Siamo diventati subito adulti
Mesagne – “Il 19 maggio da ragazzi siamo diventati improvvisamente adulti”: lo ha detto Anna Paola D’Apolito, 12 anni, sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi di Mesagne. Anna Paola ha parlato in una seduta straordinaria dello stesso Consiglio, alla presenza del presidente di Libera, don Luigi Ciotti, e dell’assessore regionale alle Politiche Giovanili, Nicola Fratoianni, nonché di consiglieri comunali e di rappresentanti di enti locali provenienti da altre città, come il sindaco di Isola Capo Rizzuto, tutti per partecipare alla marcia della legalità che sta per prendere il via. “Mai avremmo pensato – ha proseguito Anna Paola – di essere travolti dal problema della legalità. Quel giorno abbiamo provato commozione, rabbia e dolore. A volte ci sentiamo sopraffatti dalla paura, non potremo mai dimenticare quel giorno. Poi un invito al sindaco e agli amministratori: “Non spegnete gli interruttori della luce della legalità, la legalità deve essere protagonista del nostro futuro. Lo dobbiamo a Melissa, alla sua mamma e al suo papà. Non permettiamo al terrore di rubarci neanche un attimo del nostrofuturo”.

Attentato Brindisi. Don Ciotti ai ragazzi: Melissa è viva
Mesagne – ‘Melissa è viva, anche se fisicamente non c’è più. Stamani al cimitero ho visto che qualcuno ha attaccato due pezzi di carta. C’era scritto: Melissa vive dentro di noi, siamo noi. Noi ci sentiamo un po’ tutti Melissa’. Lo ha detto Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, parlando agli studenti del Consiglio comunale dei ragazzi di Mesagne. ‘Quelle bombe – ha proseguito – hanno scalfito tutti noi e ci chiedono di fare meno parole e piu’ fatti. Dobbiamo sentire che quelle bombe le hanno messe anche dentro di noi’. Poi, rivolgendosi al sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi ha detto: ‘Anna Paola, dobbiamo avere anche speranza, camminare insieme. Se trovi qualcuno che ha capito tutto della vita, salutalo personalmente e cambia strada. Avete bisogno di interlocutori adulti che prendano sul serio le vostre domande, di adulti credibili, appassionati. Dovete essere messi in grado non solo di guardare ma di vedere cominciando dalle piccole cose’.

Attentato Brindisi. Don Ciotti: i criminali temono la scuola perché è la sveglia delle coscienze
Mesagne – Parlando agli studenti del Consiglio comunale dei ragazzi di Mesagne, il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti, ha sottolineato che “i criminali temono la cultura, la scuola”, ed ha invitato di ragazzi a “chiedere più aiuti per la scuola che è la sveglia delle coscienze”. Don Ciotti lo ha detto prima di partecipare, insieme a rappresentanti di enti locali, istituzioni e di studenti di ogni ordine e grado, alla marcia della legalità a Mesagne. “La cattiva politica – ha ricordato Don Ciotti – si combatte assumendo più responsabilità. L’educazione è il primo e più importante investimento di una comunità per il futuro. Non possono essere però solo la famiglia e la scuola ad educare, ogni contesto deve essere educativo”. Poi, ha rivolto un ammonimento: “il problema più grave non è chi fa il male, ma quanti parlano e lasciano fare il male”.

Don Ciotti a Mesagne: Melissa è viva, costruiamo cammino di speranza (dall’inviato Paolo Melchiorre)
Mesagne – Papà Massimo sfila in silenzio tra le prime file del corteo. Maglietta rossa e jeans, trattenendo nella mano sinistra un fazzolettino di carta per asciugarsi le lacrime, non se l’é sentita di dire di no all’invito rivoltogli dal suo paese. Cammina affiancato dal sindaco, mentre alle sue spalle tanti bambini e studenti spesso invocano in coro il nome di Melissa, la sua adorata e unica figlia che una mano assassina gli ha strappato dalle braccia. Papà Massimo ringrazia chi gli si avvicina per mostrargli affetto, e ai cronisti riferisce solo a bassa voce che sua moglie Rita “sta bene, sta bene”. La mamma di Melissa è una assenza di rilievo in questa Marcia della Legalità che ha attraversato le strade di Mesagne, il paese in cui era nata e viveva la studentessa sedicenne morta nell’attentato del 19 maggio scorso dinanzi alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. Rita è ancora in ospedale, dopo il malore accusato quando le hanno detto che sua figlia non sarebbe mai più tornata a casa. Questa mattina le ha “portato un bacio” don Luigi Ciotti, presidente di Libera, una delle associazioni che ha lavorato con il Comune per organizzare questa Giornata della Legalità e la marcia, che ha visto sfilare migliaia di giovani e bimbi. Don Ciotti è stato il protagonista della mattinata. E’ tornato per l’ennesima volta a Mesagne, dopo l’attentato, e ha partecipato a una seduta del consiglio comunale dei ragazzi. “Il 19 maggio da ragazzi siamo diventati improvvisamente adulti”, ha ricordato subito a tutti Anna Paola, 12 anni, sindaco di quella piccola assemblea. “Mai avremmo pensato – ha proseguito Anna Paola – di essere travolti dal problema della legalità. Quel giorno abbiamo provato commozione, rabbia e dolore”. Poi un invito al sindaco e agli amministratori. “Non spegnete gli interruttori della luce della legalità, la legalità deve essere protagonista del nostro futuro. Lo dobbiamo a Melissa, alla sua mamma e al suo papà”. Da don Ciotti sono arrivati moniti e parole di speranza. “Melissa è viva – ha detto – anche se fisicamente non c’é più. Stamani al cimitero ho visto che qualcuno ha attaccato due pezzi di carta. C’era scritto: Melissa vive dentro di noi, siamo noi. Noi ci sentiamo un po’ tutti Melissa”. E ancora: “Quelle bombole hanno scalfito tutti noi e ci chiedono di fare meno parole e più fatti. Dobbiamo sentire che quelle bombole le hanno messe anche dentro di noi. Avete bisogno di interlocutori adulti che prendano sul serio le vostre domande, di adulti credibili, appassionati”. Poi la marcia, aperta da uno striscione con lo slogan ‘Perche’ ognuno scelga da che parte staré seguito dai gonfaloni di numerosi Comuni e da esponenti delle istituzioni giunti da varie parti d’Italia. In piazza dal palco, a fine corteo, il ricordo di Sofia, ex compagna di banco di Melissa alla scuola media (“Abbiamo vissuto tanti momenti insieme, ci siamo sempre aiutate a vicenda. Ora dobbiamo avere il coraggio di costruire una società più giusta”) e il monito di Dalila, studentessa liceale di Mesagne, che rifiuta l’etichetta di paese ‘mafioso’ alla sua Mesagne. “Amo il mio paese, non scoraggiamoci, dobbiamo rialzarci più forti che mai. Tocca a noi rimboccarci le maniche e a voi tutti, classe politica, pensate a noi, non solo in questo triste periodo. Noi siamo pronti ma voi dateci la possibilità di non dover andare via dal nostro paese”. Gli ha fatto eco il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. “Non abbiate paura di fare i nomi dei boss, la lotta alla mafia inizia dal vocabolario, bisogna dire tutta la verità per liberarci dalle mafie. Siamo orgogliosi di dire ‘Mesagne capitale dell’antimafia e della legalità”. Sul fronte delle indagini sull’attentato si fa strada l’ipotesi che l’assassino che ha schiacciato il telecomando sia una persona mancina e non che invece abbia una mano offesa, come si era ipotizzato in un primo momento. E’ quanto gli inquirenti suppongono dopo aver ripetutamente visto le immagini ricavate da una telecamera del chiosco di fronte alla scuola Morvillo-Falcone. Stamani la Polizia scientifica ha eseguito una registrazione video della scena dell’attentato per ricavarne una proiezione tridimensionale, utile ad ottenere altri particolari su quanto accaduto il 19 maggio scorso al momento dell’esplosione.



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