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Don Ciotti: rogo ulivi non femerà Azzurri calcio

22 Jun Don Ciotti: rogo ulivi non femerà Azzurri calcio

22.06.2011 | Ansa

Gioa Tauro – “Non so se l’incendio possa essere legato all’arrivo della Nazionale di calcio e comunque non lo posso escludere, ma se dovesse essere così posso dire che il direttore generale della Figc, non appena ha saputo dell’atto intimidatorio alla coop Valle del Marro, mi ha telefonato per esprimere solidarietà ma anche per accelerare l’arrivo della Nazionale di Cesare Prandelli nella Piana”. A dirlo è stato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti. Don Ciotti ha incontrato don Pino Demasi, referente dell’associazione nella Piana di Gioia Tauro e i giovani della coop che gestisce i beni confiscati alla ‘ndrangheta che hanno subito tre giorni fa l’ennesimo atto intimidatorio con l’incendio di centinaia di alberi di ulivo che erano stati confiscati ai Mammoliti di Castellace di Oppido Mamertina ed affidati alla coop di Libera. La Nazionale, secondo l’intenzione della Federazione, si recherà ad allenarsi su un campo di calcio a Rizziconi confiscato alla cosca Crea. “Sono venuto – ha poi detto don Ciotti – non per esprimere solidarietà ai ragazzi della Valle del Marro ma per invitare tutti alla corresponsabilità. Nella Piana e più in generale in Calabria stanno crescendo i segni positivi di riscatto dalle mafie per cui il lavoro di questi giovani ovviamente dà fastidio così come dà fastidio l’azione di altre coop in Sicilia dove poche ore fa sono accaduti fatti molto gravi che sono all’esame della magistratura”. Don Ciotti sulla vicenda siciliana non ha voluto aggiungere altro per rispetto a chi sta conducendo le indagini. Subito dopo don Ciotti si è recato a visionare personalmente l’uliveto distrutto dall’incendio a Castellace di Oppido Mamertina. I terreni sono stati visitati anche dal senatore del Pd ed ex prefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena e dal procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo. Dopo il sopralluogo don Ciotti ha annunciato che si recherà al porto di Gioia dove incontrerà i portuali che stanno manifestando per la tutela dello scalo portuale.

Gioia Tauro – Un lungo applauso dei lavoratori portuali ha accolto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, che ha voluto passare davanti al gate portuale di Gioia Tauro dove era in corso un’assemblea dei lavoratori per salutarli e rincuorarli in merito alla vertenza che li vede coinvolti per la difesa del posto di lavoro. “Io sono con voi – ha detto don Ciotti – Libera è con voi.
Io posso fare poco, ma quel poco che posso fare e cioé parlare del vostro futuro e di quello del porto, cercherò di farlo dovunque andrò nei prossimi giorni. Se c’é un antidoto concreto e vero che rende liberi dalla criminalità organizzata e dalle mafie questo è il lavoro”.
“Viviamo in un paese – ha aggiunto il presidente di Libera – che è disuguale per opportunità e per crescita economica. Nella nostra organizzazione sono presenti Cgil, Cisl e Uil ed io parlerò con loro per chiedere la massima attenzione sul vostro futuro”. Don Ciotti alla fine del suo intervento ha voluto stringere la mano a tutti i giovani portuali che aspettavano notizie dalla riunione romana incoraggiandoli a non demordere e invitando la politica e le istituzioni a fare di tutto per salvare il porto di Gioia Tauro.

Vibo Valentia – “La cultura è la sveglia delle coscienze”: così don Luigi Ciotti questa mattina a Vibo incontrando don Tonino Vattiata, il parroco di Pannaconi di Cessaniti al quale domenica notte è stata data alle fiamme la sua autovettura. Il presidente nazionale di Libera ha ricordato come “in tutta Italia vi sia una un’offensiva contro l’azione di Libera di estrema gravità. Non è solo la Calabria e il Vibonese che soffrono, ma per contro ci sono state già 4.500 prenotazioni di ragazzi che vogliono lavorare nei campi confiscati, e sarebbero tre volte tanto se le proprietà sottratte alla malavita fossero in numero maggiore. C’è un’Italia che è chiamata in gioco e che deve sentire forte questo impegno nella lotta alla criminalità. Oggi ho voluto portare un piccolo contributo in una terra meravigliosa come la Calabria, con gente meravigliosa che sta lottando per liberarsi da questa cappa di insofferenza e difficoltà quotidiana. E le insofferenze non riguardano solo una parte del paese ma le si riscontrano ovunque”. Parlando degli attestati di solidarietà a don Vattiata, don Ciotti ha voluto puntualizzare che questa non basta più. “Serve corresponsabilità. Ciò sentirsi corresponsabili con l’azione di don Nino, e quando succedono episodi di questo genere ti senti visceralmente corresponsabile, parte di qualcosa di più importante che ti consente di trasformare i sogni in opportunità”. Per don Ciotti il compito della chiesa “è illuminare le coscienze, formare le persone e renderle capaci di intervenire e mettersi a disposizione del bene comune”. E riferendosi al Vibonese ha aggiunto che il suo sogno è vedere nascere anche qui delle cooperative e che in esse via sia la presenza di giovani del luogo che lavorano gomito a gomito. “Liberare – ha detto – la terra per liberare le persone. Una terra i cui prodotti raccontano di una realtà finalmente liberata e libera da ingiustizie e sopraffazione. E questo può avvenire anche qui. A Vibo Valentia”.



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