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Don Ciotti: “Siate cittadini 365 giorni all’anno”

13 Dec Don Ciotti: “Siate cittadini 365 giorni all’anno”

13.12.2014 | Radio Castelluccio


Radiocastelluccio.com

Claudio Pezzuto e Fortunato Arena erano due Carabinieri, uccisi a colpi di mitra a Fiano (Sa), il 12 Febbraio del 1992.  A loro, vittime innocenti della mafia, è stato intitolato il presidio di Libera inaugurato oggi a Battipaglia (SA). Bella e commovente la cerimonia, tenutasi nella Sala Consiliare della Casa Comunale di Battipaglia, alla presenza di centinaia di cittadini. Mai luogo fu più appropriato: Battipaglia è difatti retta dalla triade commissariale, dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche avvenuto nello scorso Aprile. E infatti erano presenti Gerlando Iorio e Ada Ferrara, due dei tre Commissari Straordinari del Comune di Battipaglia; inoltre, rappresentanti di Guardia di Finanza, Carabinieri e Polizia Municipale, esponenti provinciali e regionali di Libera, le mogli dei due Carabinieri assassinati, le associazioni cittadine che hanno fondato il presidio battipagliese. E poi, lui. Don Luigi Ciotti.

Gerlando Iorio, Commissario Straordinario del Comune di Battipaglia. Il primo a parlare è Gerlando Iorio, nelle vesti di padrone di casa. Il Commissario Straordinario si è detto: “Felice che in città esistano ragazzi e associazioni che fanno propri i valori di Libera. La Commissione sta già agendo velocemente per restituire alla comunità i beni confiscati alla criminalità. Gli eventi vandalici che hanno coinvolto due dei beni confiscati non preoccupano affatto – continua Iorio, in riferimento all’incendio che ha coinvolto l’ex materassificio Rispoli e il bar di via Gonzaga – ma sono preoccupato dalla scarsa importanza data dai cittadini e dalla stampa a questi eventi”. A seguire, la parola passa ad Anna Garofalo, referente provinciale di Libera: “Si può stare insieme, conservando le proprie diversità”, dice a proposito delle associazioni che fanno parte del presidio, che lei conosce molto bene visto che ha seguito e accompagnato passo dopo passo tutti i partecipanti nell’iter necessario alla nascita di Libera a Battipaglia. Le ricordiamo: Legambiente Vento in Faccia, il gruppo scout Agesci Battipaglia I, l’associazione Mariarosa e l’ICATT (Istituto a custodia attenuata per il trattamento delle tossicodipendenze ed alcool-dipendenze) di Eboli.

Ed è proprio Angelo Mammone di Agesci, promotore e coordinatore del Presidio a prendere la parola, visibilmente emozionato: “Il Presidio da solo può far poco: tutti dobbiamo sentirci parte di Libera. Abbiamo scelto la Sala Consiliare, che deve tornare ad essere simbolo della città e dei cittadini”. Chiaro il riferimento al malaffare che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale.Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.

La parola a Don Ciotti: “Dobbiamo essere cittadini veri, non ad intermittenza. Ogni persona è chiamata a contribuire per il bene comune, che è premessa per il bene individuale. Cittadinanza significa corresponsabilità. In questa sala c’è la dimostrazione del noi, perché è il noi che vince. Se c’è una malattia mortale oggi nella società – prosegue Don Ciotti – è l’indifferenza, la rassegnazione, il delegare”. Anche Don Luigi ha espresso la propria felicità per una cittadinanza che si riappropria della propria Sala Consiliare: “Siate orgogliosi di essere di Battipaglia. Non possono essere alcuni clan, alcune persone a sporcare la bellezza di questa terra meravigliosa. Tocca a noi reagire. La prima parte tocca a ciascuno di noi: è il noi che vince!”.

Infine, i commoventi auguri di Natale ai giovanissimi scout, citando le parole dell’amico Don Tonino Bello: “Se invece di un Dio glorioso ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, non ci venga il dubbio di avere sbagliato strada. E’ nei piccoli, negli ultimi, il luogo dove Dio continua a vivere in clandestinità”. Dopo questo emozionante intervento, le associazioni hanno formalizzato la nascita del Presidio, leggendo pubblicamente alcuni passi del patto e firmandolo. L’ultimo autografo, manco a dirlo, spetta a Don Ciotti, fra gli applausi della folla ancora emozionata dalle sue parole.



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