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Don Ciotti: “Su corruzione norme ancora insufficienti”

13 Dec Don Ciotti: “Su corruzione norme ancora insufficienti”

13.12.2014 | Agenzie varie


Firenze – Ansa – “I provvedimenti che sono stati presi dal Governo sul tema della corruzione sono certamente un passo importante in avanti, da stimare, da riconoscere e da sostenere, però insufficienti”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che oggi ha ricevuto il Pegaso d’Oro della Regione Toscana. “E’ necessario – ha aggiunto – mettere dentro anche la concussione, la corruzione giudiziaria e tutti gli altri aspetti e le altre modalità”. Secondo don Ciotti “certamente però ci sono venti contrari”, alle norme anticorruzione, “anche se non vengono espressi. C’è chi ricatta dicendo che se non passano alcuni provvedimenti, si va a casa tutti. Questi ricatti per me non sono accettabili”. Il fondatore di Libera ha definito poi “importante l’allungamento della prescrizione, e certamente importante la confisca dei beni: non vorrei che ci si dimenticasse che già nel 2007 la finanziaria del governo Prodi l’aveva inserita per i corrotti. Qui si aggiunge l’aspetto anche per gli eredi. Certamente è un passo in avanti, ma alcuni aspetti non sono stati inseriti e allora io mi auguro che presto lo si possa fare”.

Roma – AdnKronos – “E’ un passo avanti, ma certamente ci si aspettava molto, molto di più. Ci sono dei compromessi”. Il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, commenta così in un’intervista a Radio Vaticana il pacchetto anticorruzione varato ieri sera dal Consiglio dei ministri. Per don Ciotti “non sono sufficienti gli aumenti di pena sia nel minimo che nel massimo per la corruzione, ma ci si aspettava anche quelli correlati. Ad esempio, la concussione, la corruzione negli atti giudiziari… Non ci sono, ad esempio, gli sconti per chi collabora, gli incentivi, che diventano importanti, ne prevede anche l’Europa già con le sue norme del 1999″. Inoltre, “manca la tutela di chi denuncia, un altro fatto importante richiesto dall’Europa per incentivare, ma anche per tutelare chi nelle pubblica amministrazione ha il coraggio di denunciare tutto questo”. Su cosa abbia frenato, il presidente di Libera risponde: “Ci sono delle forze che devono tutelare i loro giochi, i loro interessi; invece per il contrasto all’illegalità, alla mafia, alla corruzione, all’autoriciclaggio sarebbe veramente necessaria una radicalità, un impegno non solo nelle parole, ma nei fatti, di tutte le forze politiche nella stessa direzione. Qui sempre sul tema della giustizia, dei percorsi della giustizia penale, e tutti i loro allegati siamo sempre al punto di partenza”. Per don Ciotti “ci vuole soprattutto un grande impegno delle coscienze del nostro Paese. La prima grande riforma da fare è un’autoriforma: la riforma delle nostre coscienze!”.

Roma – AdnKronos  – “E’ un passo avanti, ma certamente ci si aspettava molto, molto di più. Ci sono dei compromessi”. Lo afferma il presidente di Libera don Luigi Ciotti sul pacchetto anti corruzione, in un’intervista a Radio Vaticana. Per don Ciotti “non sono sufficienti gli aumenti di pena sia nel minimo che nel massimo per la corruzione, ma ci si aspettava anche quelli correlati. Ad esempio, la concussione, la corruzione negli atti giudiziari … Non ci sono, ad esempio, gli sconti per chi collabora, gli incentivi, che diventano importanti, ne prevede anche l’Europa già con le sue norme del 1999. Manca la tutela di chi denuncia, un altro fatto importante richiesto dall’Europa per incentivare, ma anche per tutelare chi nelle pubblica amministrazione ha il coraggio di denunciare tutto questo”. Su cosa abbia frenato, il presidente di Libera risponde che “ci sono delle forze che devono tutelare i loro giochi, i loro interessi; invece per il contrasto all’illegalità, alla mafia, alla corruzione, all’autoriciclaggio sarebbe veramente necessaria una radicalità, un impegno non solo nelle parole, ma nei fatti, di tutte le forze politiche nella stessa direzione. Qui sempre sul tema della giustizia, dei percorsi della giustizia penale, e tutti i loro allegati siamo sempre al punto di partenza”. Per don Ciotti dunque “consapevolezza e stabilita’ sono indivisibili. Ora c’e’ un ruolo di attenzione educativo che passa anche nel mondo della scuola che deve mettere testo, dare gli strumenti di conoscenza, ma ci vuole soprattutto un grande impegno delle coscienze del nostro Paese. La prima grande riforma da fare e’ un’autoriforma: la riforma delle nostre coscienze”.



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