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Ecomafie: presentato il nuovo rapporto di Legambiente

07 Jun Ecomafie: presentato il nuovo rapporto di Legambiente

Da tempo in Italia il crimine ambientale è diventato un business. Dietro allo sfruttamento del ciclo dei rifiuti, all’abusivismo edilizio a carattere speculativo e alla sofisticazione dei prodotti alimentari si muove una macchina capace di fatturare circa 20 miliardi di euro all’anno. “Ecomafia” è il nome di questo congegno, i cui profitti sono in continua crescita. Ma in crescita sono anche le inchieste sui delitti ambientali e i loro frutti: sanzioni, denunce e arresti.
Solo nel 2010 le forze dell’ordine hanno sequestrato 2 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi, e stimato la costruzione di circa 26.500 nuovi immobili abusivi. Nell’agroalimentare sono state accertate 4.520 infrazioni e 5.835 sono quelle nel comparto faunistico. L’archeomafia – cioè il furto e commercio illecito di beni archeologici – frutta da sola 216 milioni di euro annui. La Regione italiana con il più alto numero di infrazioni, sequestri e denunce relative a crimini contro l’ambiente è la  Campania, in seconda posizione si trova la Calabria, poi la Sicilia e la Puglia. Ma i reati di questo tipo aumentano anche in Lombardia e nel Lazio, per una media totale nazionale di circa 84 al giorno.
Sono solo alcuni dei dati riportati nel “Rapporto Ecomafia 2011″ (Edizioni Ambiente) presentato oggi a Roma da Legambiente. Uno studio salutato con favore anche dal Presidente Giorgio Napolitano, che l’ha definito “un prezioso strumento per la conoscenza delle più pericolose forme di aggressione nei confronti dei beni paesaggistici e ambientali e la individuazione dei mezzi più incisivi per prevenirle e reprimerle”. Mezzi che il presidente della Repubblica individua, fra l’altro, nell’attribuzione di nuovi poteri alle Procure Distrettuali e a quella Nazionale Antimafia e in un rafforzamento della collaborazione internazionale in questo ambito. A tutto ciò – ha aggiunto Napolitano – va affiancato un percorso di crescita della coscienza collettiva, da sviluppare, soprattutto fra i più giovani, grazie a iniziative sul rispetto e la tutela dell’ambiente sul modello di quelle che Legambiente già realizza da tempo.

(toni castellano)



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