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Elezioni: Libera, gia’ 32 mila firme per campagna liste pulite

21 Jan Elezioni: Libera, gia’ 32 mila firme per campagna liste pulite

 

22.01.2013 | Asca

Roma – Ad una settimana dalla partenza ufficiale la campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele, può già fare un bilancio: oltre 32 mila firme fra semplici cittadini, personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, delle istituzioni e quasi 250 candidati (ad oggi 246), che hanno sottoscritto i 5 impegni per la trasparenza e contro la corruzione, per adeguare l’Italia agli standard europei. I ‘braccialetti bianchi’ – è questo il simbolo della campagna che i candidati potranno indossare nei primi 100 giorni della prossima legislatura – si contano nelle fila di diversi schieramenti politici.Qualche nome fra i molti: Renato Balduzzi e Giorgio Sacerdoti nella lista Monti, Felice Casson, Ignazio Marino, Marina Sereni, Giuseppe Civati, Laura Puppato, Pietro Grasso, Rosa Calipari, Ermete Realacci, Roberta Pinotti, Roberto Giachetti del Pd, Fabio Granata di Fli, Massimo Donadi di Centro Democratico, Monica Frassoni , Ida Dominijanni, Laura Boldrini di Sel, Franco La Torre e Flavio Lotti di Rivoluzione Civile.’Ora che sono chiuse le liste di tutti gli schieramenti politici – spiega Francesca Rispoli, direttrice di Libera – ci auguriamo di vedere arrivare le adesioni anche da simboli che fino ad oggi mancano all’appello nella nostra campagna. L’obiettivo è quello della massima trasversalità per dare vita ad un ideale gruppo parlamentare bipartisan che faccia della trasparenza e della lotta alla corruzione la propria bandiera’.’Il patto che chiediamo da subito ai futuri deputati e senatori – ha aggiunto la Rispoli – è quello di riformare entro i primi 100 giorni della candidatura l’art.416 ter del Codice Penale, la norma che riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso e che considera corruzione soltanto il passaggio di denaro dal rappresentante pubblico al corruttore mafioso, trascurando altre controprestazioni essenziali: i ‘favori’, le raccomandazioni, le informazioni privilegiate sugli appalti in cambio di voti, la garanzia dalla repressione’.



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