About Us

Eroina, anche l’informazione è drogata

19 May Eroina, anche l’informazione è drogata

eroina drogataAlla Bibliomediateca Mario Gromo, nell’ambito del Salone Off, è stato presentato il libro di Salvatore Giancane Eroina. La malattia da oppioidi nell’era digitale. Insieme all’autore sono intervenuti anche lo psicoterapeuta e presidente onorario del Gruppo Abele, Leopoldo Grosso, e il coordinatore servizio Asl To2, Augusto Consoli. L’incontro è stato l’occasione per sottolineare che l’eroina, benché scomparsa dal dibattito pubblico, non è in declino: sta solo cambiando faccia. Sull’argomento abbiamo rivolto qualche domanda all’autore del testo Salvatore Giancane.

L’eroina non solo è tornata, non se ne è mai andata. È cambiata la forma di assunzione (oggi viene perlopiù fumata) e anche le fasce sociali a cui si rivolge. Ma quello che più colpisce è che oggi questa sostanza non fa più paura. Perché?
Oggi assistiamo a un deficit di attenzione e informazione rispetto agli anni passati ma sicuramente è pesato molto il messaggio istituzionale, ovvero che le droghe son tutte uguali. Don Andrea Gallo mi ha insegnato che la droga non esiste: esistono le droghe. Ogni sostanza ha effetti e conseguenze diverse: studi recenti hanno dimostrato che l’eroina è 200 volte più dannosa della cannabis. Mettere in guardia in maniera generica oggi non funziona più, anzi: parlare di droga al singolare è estremamente pericoloso. Equiparare droghe leggere e droghe pesanti non ha alzato il livello di attenzione su quelle leggere, piuttosto ha banalizzato quelle pesanti. Il problema è proprio questo: anche la comunicazione è drogata.

L’eroina non è una droga da prestazione, aiuta piuttosto a reggere il peso dell’esistenza: ha quasi una vocazione da farmaco, per questo è spesso accompagnata a disagio ed emarginazione. Ci spiega perché nel suo libro sostiene che ci troviamo in una fase economica favorevole per la diffusione dell’eroina?
L’eroina è una sostanza in sintonia con i tempi per via della crisi economica e, più in generale, di quella giovanile. Inoltre occorre considerare l’abbassamento dei costi che, di certo, non frena il consumo: quando ho iniziato a lavorare al Ser.T. un grammo di eroina costava 120.000 lire e gli stipendi erano di un milione, oggi lo stesso quantitativo si acquista per 30 euro.E poi ci sono novità sostanziali anche a monte: in passato era la mafia siciliana ad avere il monopolio del traffico di eroina, mentre la ‘ndrangheta ha sempre puntato sulla cocaina. Ma oggi la mafia ha abbandonato quel business: le raffinerie sono scomparse da Palermo, la maggior parte dell’oppio viene lavorato direttamente in Afghanistan. Il traffico è molto più articolato e lo spaccio è perlopiù gestito dalla criminalità albanese e pakistana che non si occupa unicamente di eroina. Anche questo ha contribuito al prepotente ingresso dell’eroina nel mondo del policonsumo, soprattutto fra i giovani.

A proposito di giovani, quanto musica e cinema hanno contribuito a trasmettere un’immagine affascinante dell’eroina? Band come i Velvet Underground o pellicole del calibro di Trainspotting hanno ancora molto seguito…
Quando avevo 17 anni andai al cinema a vedere Christiane F – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. La sala era piena di tossicomani che aspettavano che i personaggi del film si bucassero per poterlo fare in contemporanea con loro. Quello era un film nato con l’intento di scoraggiare l’utilizzo di eroina e invece lo aveva esaltato: perché Christiane F. era la protagonista, loro malgrado, hanno creato un’eroe, anzi, un’eroina. Un effetto del tutto opposto è stato suscitato da Trainspotting, molto apprezzato ma solo da chi non conosce personalmente l’eroina. I tossici uscivano dai cinema vomitando perché quel film era crudo e tagliente senza nessuna retorica.Oggi non c’è più nessuno che canta l’eroina: un brano come Perfect Day di Lou Reed, che per sua stessa ammissione raccontava la perfezione di una giornata trascorsa con l’eroina, è diventata la colonna sonora di uno spot televisivo. Come ha detto il cantante degli Skiantos, Freak Antoni, gli anni ’70 e ’80 hanno rappresentato una fase di esaltazione dell’eroina in maniera incosciente e non informata. Oggi è tutto diverso: chi abusa di queste sostanze lo fa in assoluto anonimato e spesso ci accorgiamo che ne abusava solo quando muore di overdose.

 

(valentina casciaroli)

 

 



Facebook

Twitter

YouTube