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Europee: campagna Miseria ladra, basta austerity, serve welfare. Don Ciotti, povertà problema democrazia,servono direttive serie

20 May Europee: campagna Miseria ladra, basta austerity, serve welfare. Don Ciotti, povertà problema democrazia,servono direttive serie

20.05.2014 | Ansa

Roma – Basta politiche di austerità e finanza speculativa. Contro la povertà, l’esclusione sociale e la disoccupazione in Europa, occorre invece rilanciare il welfare, vero ”motore di sviluppo”, definendo, ad esempio, i livelli essenziali di assistenza europei e riutilizzando i beni confiscati alla criminalità organizzata per fini sociali. Servono anche un reddito minimo ”per una vita dignitosa” (”riconosciuto al 60% del reddito mediano in ciascun paese”), più investimenti in istruzione e ricerca (”fino all’8% del Pil), il recupero dei beni pubblici non utilizzati e un’Europa aperta all’immigrazione. A pochi giorni dalle elezioni europee la campagna contro la povertà Miseria ladra, lanciata nei mesi scorsi da Gruppo Abele e Libera, consegna ai candidati una serie di proposte per uscire dalla crisi e combattere la povertà. Alla campagna hanno aderito associazioni e organizzazioni di volontariato, tra cui Arci e Cnca. In Europa, ha ricordato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, durante un incontro a Roma, ”ci sono 126 milioni di poveri”, ”ma non sono numeri, sono storie e volti”. ”Questo e’ un problema di democrazia e dignità umana. Vogliamo graffiare le coscienze, perché siano attuate direttive serie e perché l’Italia si applichi”. Tra le misure chieste da Miseria ladra contro l’austerità una riguarda la Bce, perché ”fornisca liquidità per politiche espansive e diventi prestatore di ultima istanza per i titoli pubblici”; servono inoltre ”regole stringenti” che vietino attivita’ finanziarie speculative. La campagna chiede l’allineamento alla media Ue della spesa italiana per il welfare e pensa che la confisca dei beni dei corrotti possa generare ”risorse da investire nell’innovazione sociale”. Infine, per gli immigrati, occorrono, tra le altre cose, l’abolizione dei centri di detenzione e la parità di accesso ai sistemi di welfare e al lavoro. ”La sfida a cui siamo chiamati – ha osservato Roberto Speranza (Pd) – è un’inversione di marcia. La strada finora intrapresa” in Ue sul piano economico ”è sbagliata”. ”Abbiamo la responsabilità di portar avanti le vostre idee”, ha aggiunto Costanza Boccardi, della lista Tsipras. ”Per combattere la povertà, bisogna anche fare politiche industriali che scelgano settori su cui investire, come la green economy” ha concluso Francesco Ferrante di Green Italia Verdi europei.

Europee: Libera, anche da beni confiscati mafia nasce welfare. Don Ciotti, in Italia numero impressionante beni da riutilizzare
Roma – Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata rappresenta uno strumento di coesione sociale ”da non lasciarsi sfuggire”. E’ un’opportunità per l’Ue per ”generare nuovo welfare”. In Italia il riutilizzo di questi beni ha per esempio rappresentato un’opportunità di lavoro. Ora in Europa, dopo la direttiva sulcongelamento e la confisca dei proventi di reato allacriminalità organizzata, serve ”uno scatto ulteriore”. E’ su questo che si basa la campagna ”Miseria ladra”, lanciata da Gruppo Abele e Libera, che in vista delle elezioni europee chiede un impegno alle forze politiche affinché ”la destinazione sociale dei beni confiscati sia davvero resa possibile” e che ”questi percorsi trovino sempre più spazio attraverso linee di finanziamento”.   ”Bisogna fare in modo che questi beni siano restituiti alla collettività – ha detto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, durante un incontro oggi a Roma – in Italia sta arrivando un numero impressionante di beni sequestrati e confiscati. Sono circa 50 mila tra mobili e immobili”. Don Ciotti ha citato in particolare un’elaborazione di dati del Ministero della Giustizia relativi ai beni sequestrati e confiscati in misura di prevenzione.   Secondo quanto confermato dall’autore dell’elaborazione, ilprocuratore di Lanciano, Francesco Menditto, dal 1982 asettembre 2013 sono stati ”circa 12 mila i beni immobiliconfiscati definitivamente” sulla base di norme legate alcontrasto della criminalità organizzata, ”15 mila sono statiinvece i beni posti sotto sequestro, mentre su ulteriori 15 miladeve ancora essere deciso il sequestro”. Per quanto riguarda le aziende, sono ”circa 1.700 quelle confiscate” per reati riconducibili alle norme sulla criminalità organizzata; ”2.500 circa sono in sequestro e un numero analogo è sotto indagine”.



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