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Evasione fiscale, una scelta “sconveniente”

12 Jan Evasione fiscale, una scelta “sconveniente”

Immagine 12Un portale che fa riflettere sui concetti di etica e legalità. 15.714 segnalazioni in otto mesi di attività, per un totale di 2.253.850,85 euro evasi secondo quanto denunciato dagli oltre 8 mila utenti che si sono collegati tramite computer o cellulare a “Tassa.li“, il sito internet ideato da un gruppo di giovani imprenditori torinesi con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla portata dell’evasione fiscale nel nostro paese.  Un progetto nato per gioco. E che è diventato un caso nazionale per la mole di informazioni (anonime, ma aggregate per zone geografiche) che fornisce. Una sorta di “mappa” di piccole e grandi evasioni, di fatture e scontrini non emessi che pesano sulle tasche di tutti. Ne abbiamo parlato con Ciro Spedaliere, che insieme a Edoardo Serra, Riccardo Triolo, Matia Gobbo, Nicoletta Donadio e Bruno Bellissimo ha realizzato questa iniziativa.

Il numero elevato di contatti che Tassa.li ha fatto registrare in meno di un anno segnala una sensibilità e un’intolleranza diffuse dei cittadini verso questo comportamento illegale, pure molto comune. Vi aspettavate un feedback di questo tipo?
No, veramente no. L’iniziativa è partita per gioco allo Startup Weekend dello scorso marzo tenutosi al Politecnico di Torino, dove aspiranti imprenditori si sono incontrati per provare a creare un’azienda web in un weekend. Noi abbiamo realizzato Tassa.li, progetto senza scopo di lucro, con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento dell’evasione fiscale. Abbiamo subito avuto un forte riscontro mediatico e un acceso passaparola sui social network come Facebook e Twitter. Non ci aspettavamo un ritorno così e non immaginavamo neanche cosa sarebbe successo da marzo in poi. L’aggravarsi della crisi economica e le manovre fiscali estive hanno messo sul piede di guerra gli italiani, stanchi di essere tartassati, e Tassa.li è stato per molti uno strumento per sfogarsi, per dire che non possono sempre essere gli stessi a pagare le tasse, mentre il sommerso rimane enorme.

Secondo il rapporto sull’Iva in Europa realizzato da Price Waterhouse Coopers e riportato quest’estate sul Sole 24 ore, l’Italia è tra i Paesi dell’Ue a 27 con un tasso di evasione tra i più elevati, con oltre 28 miliardi e 888 milioni di euro sottratti al fisco. Vi siete chiesti cosa rende l’evasione fiscale un problema così tipicamente italiano? 
Credo che oltre alle ragioni “tecniche” che facilitano l’evasione, e sulle quali bisogna intervenire, ci sia forse anche un’attitudine psicologica. Noi italiani siamo persone con molta inventiva, abili nell’arte di “arrangiarsi”, ma allo stesso tempo prevale fra i più un forte individualismo e un’incapacità di fare squadra. Lo vediamo nel nostro sistema politico: una miriade di partiti e partitini in perenne “tutti contro tutti”. Lo vediamo ogniqualvolta si cerchi di intraprendere un’azione di pubblica utilità, come le liberalizzazioni, e subito da mille fronti si levano resistenze e proteste. Insomma, sembra che la difesa del proprio “feudo” privato valga sempre più del bene comune, poco importa se intanto la barca affonda. Chi evade le tasse percepisce solo l’accrescimento del proprio benessere individuale (più soldi in tasca), e del proprio ego (perché ci piace considerarci più furbi degli altri), mentre non è assolutamente preso in considerazione il danno arrecato alla collettività, che comprende anche l’evasore stesso. Sono molto legato a una frase di Socrate: “Nessuno fa il male coscientemente, ma solo per ignoranza del vero bene”. Chi evade deve allargare la sua visione e rendersi conto di procurare indirettamente un danno anche a se stesso. Estremizzo: se il sistema economico italiano fallisse, ci sarebbe ancora qualcosa da evadere?

Quali settori vengono maggiormente denunciati dagli utenti anonimi del portale?
Come numero di scontrini non emessi, “Bar e Ristoranti” è la categoria più segnalata dai nostri utenti, oltre il 60% del totale, cioè circa 10mila segnalazioni. Poi vengono “Negozi” e “Servizi” abbastanza ravvicinati e infine “Locali Notturni”. Se invece guardiamo all’ammontare dell’evaso abbiamo in testa i “Servizi” con oltre 1 milione di euro, poi “Bar e Ristoranti” e “Negozi” entrambi oltre i 500mila euro e infine “Locali Notturni” con circa 100mila euro.

Il blitz dell’agenzia dell’Entrate a Cortina d’Ampezzo alla vigilia di Capodanno ha sollevato molte polemiche. C’è chi si è scagliato contro questa operazione e  ha parlato di “stato di polizia”. Cosa ne pensi?
Credo che sia un’operazione più spettacolare che altro, fatta per colpire l’opinione pubblica in un clima da “caccia alle streghe”. Se vogliamo avere risultati seri, dobbiamo agire seriamente con riforme sul sistema fiscale e tributario.

Avete oltre 4 mila fan solo sul social network Facebook. Qualcuno si è invece apertamente schierato contro questo progetto?
Sì certo, probabilmente qualche evasore,ma i nostri affezionati utenti ci difendono bene…
Scherzi a parte, ogni tanto qualcuno si lamenta, dicendo che accanirsi contro le infrazioni più visibili – come il bar che non fa lo scontrino per il caffè – non risolve niente, perché non è lì la vera evasione. Il mio parere è che ognuno evade per quelle che sono le sue possibilità: è l’attitudine che abbiamo che dobbiamo modificare. Se giustifichiamo le nostre disonestà pensando che c’è chi è peggio di noi, non risolveremo mai niente.

Molte persone provano un senso di disagio nel dover richiedere una ricevuta o uno scontrino a fronte di un pagamento regolarmente effettuato. Cosa direste per convincerli a superare queste remore? 
Purtroppo è vero, a volte uno si sente quasi un alieno nel chiedere. Mi piace ricordare un proverbio orientale che dice che è impossibile aiutare il mondo intero, ma se aiuti chi sta alla tua destra e chi sta alla tua sinistra, per continuità avrai aiutato il tutto il mondo. Nessuno di noi può, da solo, risolvere il problema dell’evasione, ma non dobbiamo scoraggiarci e credere che sia inutile chiedere uno scontrino perché è quello che possiamo fare nel nostro quotidiano per innescare una dinamica positiva, un cambiamento. Forse riconoscere che un piccolo gesto è in realtà una grande cosa, può aiutarci a vincere il disagio. 

(manuela battista)



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