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F35: forse è il caso di parlarne ancora

12 Jun F35: forse è il caso di parlarne ancora

È stato rinnovato oggi l’appello per il “no” al progetto “Joint Strike Fighter” che prevede per l’Italia l’acquisto di 90 cacciabombardieri F35. Ciascuno di questi velivoli costerà, secondo le stime del Ministero della Difesa, circa 90 milioni di euro l’uno. Ma la spesa totale, calcolata dalla campagna “Taglia le ali alle armi” (promossa da Rete Italiana per il Disarmo, Campagna Sbilanciamoci!, Tavola della Pace), è molto più alta: circa 14 miliardi di euro per il loro acquisto e 50 per il mantenimento.
Nei prossimi giorni è in programma alla Camera dei Deputati la discussione di una mozione di 158 parlamentari di SEL, PD e M5S che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter.
A sostenere l’iniziativa parlamentare e a dare nuoova linfa alla Campagna (che dal 2009 si batte contro l’acquisto dei velivoli) sono esponenti dell’informazione e della cultura come Gad Lerner, Roberto Saviano e Riccardo Iacona e personalità del mondo della Pace come Cecilia Strada e Chiara Ingrao; personaggi di rilievo pubblico (e primi firmatari di mozioni contro gli F-35 nella scorsa legislatura) come Umberto Veronesi e Savino Pezzotta e due figure importanti del mondo dell’impegno cattolico come padre Alex Zanotelli e don Luigi Ciotti.
L’appello sottolinea quanto sia controverso e incomprensibile spendere una cifra così imponente per “un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale”. Una scelta che il Governo non può esimrsi dal rivedere, in un momento in cui ogni ambito pubblico è sottoposto a pesanti cure di dimagrimento. La campagna contro l’aquisto dei cacciabombardieri chiede “a tutti i Deputati di sostenere la mozione e tutte le altre iniziative parlamentari tese a fermare il programma degli F35 e a ridurre le spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro l’impoverimento dell’Italia e degli italiani”.
Dal 2009 (data dell’ultima votazione parlamentare a riguardo) ad oggi, molto si è detto e scritto (ma con poca chiarezza) su questo tema. Ma il problema sembra al momento lontano da una soluzione condivisa.

(toni castellano)

Aderisci alla campagna “Taglia le ali alle armi”

 



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