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Facile come bere un bicchiere d’acqua

22 Mar Facile come bere un bicchiere d’acqua

wwd2013Per essere nata il 22 marzo del 1992 la Giornata mondiale dell’acqua è una ricorrenza che si può ritenere ‘giovane’. Ma le necessità e gli argomenti che promuove sono tutt’altro che recenti, così come non immediata appare, all’orizzonte, una possibile soluzione di fronte ai dati dell’emergenza idrica.
Quasi un miliardo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua potabile e ben 2,5 miliardi sono coloro che non hanno a disposizione servizi igienici adeguati. Di acqua (o meglio, per la mancanza di acqua potabile) muoiono ogni anno tra i 6 e gli 8 milioni di persone. Un dato che non stupisce se si pensa che solo il 25% della popolazione mondiale ha accesso a questa risorsa, mentre la stragrande maggioranza della popolazione vive in quella metà del pianeta dove “bere un bicchiere d’acqua” è tutt’altro che “facile”.
Secondo un rapporto di UN Water, l’organo delle Nazioni Unite che si occupa di ricerca e cooperazione in ambito idrico, oltre 700 milioni di persone in ben 43 Paesi sono colpiti dalla scarsità d’acqua. La gran parte di queste persone vive nell’Africa Subsahariana il cui territorio è arido o semi-arido per il 66%, e 300 milioni di persone vivono sotto il fabbisogno necessario d’acqua. Qui ogni anno più di 1,8 milioni di bambini muoiono per malattie come tifo, colera, dissenteria, e gastroenterite. Queste sono dovute in gran parte al fatto che sono rare le forme minime di igiene dovute all’utilizzo di acqua pulita. L’accesso a fonti sicure ridurrebbe i tassi di mortalità infantile di oltre il 20%.
Di contro, l’Occidente, in piena crisi economica, conserva un comportamento improntato allo spreco. In Italia, ad esempio, vengono spesi circa 220 milioni di euro l’anno a causa della cattiva gestione delle risorse idriche. Una famiglia italiana in media utilizza ogni giorno circa 385 litri di acqua, contro i 285 dei francesi e i 20 di un nucleo familiare africano.
Eppure questi problemi non sono irrisolvibili. Le Nazioni Unite hanno spesso richiamato i governi nazionali ad un maggiore impegno: devono investire nella difesa dell’ambiente, e, in particolare per la salvaguardia delle risorse idriche, devono adottare programmi di manutenzione del territorio, piani per il recupero e riciclaggio delle acque predisponendo la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie e ancora mancanti per la depurazione.
La Giornata del 22 marzo è un pretesto per sensibilizzare e promuovere il risparmio di una risorsa vitale per tutti gli esseri viventi. Un diritto umano che dovrebbe essere garantito mentre nelle zone più povere ancora non lo è e in quelle più ricche rischia di diventare oggetto di speculazioni economiche. Sempre più spesso si sente parlare di ‘privatizzazione’ e il tema idrico viene introdotto tra quelli sottoposti alle logiche di mercato. La 21° edizione della “Giornata mondiale dell’acqua”, dedicata alla “cooperazione idrica” (ovvero alla collaborazione e l’impegno comune per assicurare ad ogni persona l’accesso all’acqua potabile, riducendo gli sprechi) ha come slogan «Clean Water for a healthy world», ossia: per un mondo sano, c’è bisogno di acqua “pulita”. Un concetto da tenere a mente non solo a livello sanitario, ma anche, e forse soprattutto, etico.



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