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Femmine e maschi. Discriminazioni di genere e stereotipi iniziano in età molto giovane

31 Mar Femmine e maschi. Discriminazioni di genere e stereotipi iniziano in età molto giovane

30.03.2011 | Redattore Sociale

Due ricerche oggetto di un incontro a Torino organizzato dal Gruppo Abele. Giocattoli, prodotti vari, riviste che, secondo la regista e scrittrice Fernanda Vigliani, attestano una evidente disparità.

Torino – – “Le discriminazioni di genere e gli stereotipi iniziano in età molto giovane”. Così la regista e scrittrice  del Centro Studi e Documentazione del pensiero femminile Fernanda Vigliani ha introdotto ieri sera l’incontro organizzato dal Gruppo Abele: “Ragazze irresistibili e ragazzi velocissimi: il tempo libero dei giovanissimi tra riviste e videogiochi”.
Due mondi a confronto grazie a due ricerche, per l’iniziativa della Commissione regionale Pari opportunità: la prima dal titolo “Ragazze irresistibili. Un’inchiesta sui modelli femminili seduttivi proposti dalle riviste per adolescenti”, realizzata nel 2009; l’altra, uscita in questi giorni, “Ragazzi velocissimi. Gli adolescenti e i videogiochi”, sul il mondo dei videogiochi, frequentato soprattutto dai maschi.
Un primo confronto sul modello maschile e quello femminile viene illustrato dalla Vigliani grazie ad un catalogo di giocattoli. Subito diverse le pagine, a seconda siano rivolte ai bambini o alle bambine. Colori, atteggiamenti, proposte: in una foto lui è al volante, lei lo guarda adorante; lei abbraccia peluche morbidi e “rivela scarsa competenza in tutti i settori tranne quello affettivo ed emotivo, mentre lui sembra Marlon Brando”.  Lei si prende già cura dei bambini, della casa, fa il bucato in miniatura, la lavatrice, il tutto con un sorriso intenerito; lui guida auto brillanti, rosse, con aria di sfida. Il mondo maschile è avventura, quello di lei relazione. Anche i colori delle pagine sono evocativi: rosa e toni confetto per lei, in un mondo di fiaba e di bambole; colori brillanti e aggressivi per lui, sempre in pista.
Il confronto prosegue con l’analisi di due prodotti rivolti all’adolescenza: le riviste per ragazzine e i videogiochi per i coetanei maschi. Le pubblicazioni per le femmine (numerosissime) si rivelano tutte uguali, di scarsa qualità e con contenuti rivolti solo alla cura della bellezza e alla ricerca dell’anima gemella. “Niente servizi su attualità: sono pubblicazioni che promuovono un mondo rosa confetto, dove niente della realtà deve turbare la bimba dal sognare il principe azzurro”. Operano un “martellamento” sulle questioni di cuore e propongono uno stereotipo femminile passivo e concentrato sulle seduzione, quasi come unica possibilità di attribuirsi valore.
Completamente diverso il mondo maschile. “I videogiochi sono prodotti per il tempo libero, creati per incontrare (ma anche formare) i gusti dei ragazzi – racconta Vigliani – e sono fortemente orientati su astrazione e competizione” Sono estremamente violenti: si spara, si picchia, ci si cala nei panni di criminali.
“La disparità è evidente”. Ma non solo per i messaggi che veicolano, anche per gli investimenti a livello di mercato. I videogiochi infatti sono prodotti estremamente cari e di qualità, mentre con pochi euro ci si compra delle riviste per ragazzine. “Le opportunità – afferma Vigliani – sono tutt’altro che pari. Sui videogiochi si fanno enormi investimenti economici e fruttano tantissimo: richiedono alle famiglie soldi e al giocatore velocità, impegno e intelligenza”. Per le femmine, pubblicazioni “cheap” con scarsi contenuti. “Due mondi dove la differenza è un’ingiustizia: alle femmine sono destinate meno risorse e qualità”.

(Rosita Ferrato)



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