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Femminicidio: Boldrini incontra Denise, figlia di Lea Garofalo

25 Nov Femminicidio: Boldrini incontra Denise, figlia di Lea Garofalo

25.11.2013 | Agenzie varie


Agi – Questa mattina la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha incontrato Denise Garofalo, figlia di Lea, uccisa dal marito dopo torture e sevizie in quanto testimone di giustizia per delitti di ‘ndrangheta. L’incontro, a 4 anni esatti dall’uccisione di Lea Garofalo, si e’ tenuto nello studio di Boldrini, alla presenza di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. “Lea e’ stata uccisa perchè si era ribellata”, spiega Boldrini, “Denise è una donna in gamba, coraggiosa, porta con se’ il peso e l’eredita della madre. Lea e’ stata uccisa due volte, vittima di femminicidio e di ‘ndrangheta”.

Ansa – “Non abbiamo detto nulla prima di questo incontro – spiega la Boldrini ai cronisti – perche’ Denise vive ancora sotto protezione e c’era bisogno della massima riservatezza”. Ma ora la presidente vuol spiegare alla stampa perche’ ha deciso di incontrarla. “Denise, infatti – afferma – è la degna figlia di sua madre. Ha dimostrato lo stesso coraggio e la stessa determinazione a spezzare certe catene. Lei, ripeto, è vittima due volte: della mafia e del femminicidio”. Lea Garofalo, infatti, venne uccisa a Milano nel 2009 dal marito Carlo Cosco perchè ebbe il coraggio di ribellarsi alla ‘ndrangheta. Ma il funerale della donna si e’ potuto celebrare solo il 19 ottobre scorso a Milano perchè i suoi resti sono stati ritrovati molto tempo dopo l’omicidio in un campo della Brianza, carbonizzati e a stento riconoscibili. “Vedere Denise proprio oggi che e’ la giornata contro la violenza alle donne – spiega la parlamentare – mi e’ sembrato il modo piu’ emblematico per dire basta a tutto questo”. E l’incontro, aggiunge Boldrini, “è stato possibile solo grazie all’aiuto di don Ciotti e della sua associazione “Libera”. Don Ciotti, accanto alla Boldrini nella conferenza stampa organizzata all’ultimo minuto nella biblioteca del presidente, chiede a tutte le forze politiche che approvino “al più presto” una proposta di legge per aiutare anche quelle donne che, pur non essendo testimoni di giustizia, ne’ collaboratori, hanno comunque il coraggio e l’intenzione di tagliare i ponti con i “circuiti criminali” per garantire un futuro diverso ai propri figli.

“In Italia – spiega don Ciotti – ci sono molte donne clandestine, costrette a vivere di nascosto, ma senza che nessuno possa proteggerle o garantir loro un futuro. Si tratta di donne che, non essendo ne’ collaboratori di giustizia, ne’ testimoni, vogliono pero’ uscire da un certo circuito criminale”. “Vengono da me a chiedere aiuto – aggiunge il presidente di Libera – ma e’ chiaro che ci vorrebbe una legge ad hoc perche’ queste donne devono poter ottenere, ad esempio, anche un cambio anagrafico del nome per poter ricostruirsi un futuro da qualche altra parte senza venir scoperte”. “Hanno bisogno di essere tutelate – sottolinea – perche’ hanno voglia di vivere. E dovrebbe nascere un sistema che consenta loro di vivere con la dignita’ che deve venire riconosciuta alle persone. Per loro e per i loro figli”. Don Ciotti ringrazia quindi la presidente della Camera Boldrini per averlo ascoltato e per aver incontrato Denise, la figlia di Lea Garofalo. “Denise – racconta don Ciotti – mi ha detto che e’ stata felice di questo incontro e mi ha detto di aver fiducia in politici come la Boldrini”.

AdnKronos – Aiutare i figli dei testimoni di giustizia con una legge che permetta loro di cambiare identità anagrafica. E’ la richiesta rivolta alla presidente della Camera Laura Boldrini da don Luigi Ciotti, che oggi ha accompagnato Denise Cosco (figlia di Lea Garofalo, la donna uccisa 4 anni fa dal compagno, per aver collaborato nelle indagini contro le ‘ndrine calabre), che da anni vive sotto protezione. Denise, ha spiegato il fondatore di Libera, vive in una specie di ‘terra di mezzo’. “Ci sono tante persone che vivono in questa condizione: non sono collaboratori, ne’ testimoni di giustizia. Come Libera ne conosciamo tante di queste persone, che non possono avere il cambiamento anagrafico, quindi non possono avere una vita normale, perchè vengono ‘intercettate’ e identificate da chi le cerca. Ultimamente, in Calabria, ho conosciuto una donna con tre figli, senza marito, probabilmente ammazzato da quelli che una volta erano suoi complici. Mi ha chiesto aiuto, mi ha detto mi aiuti a far crescere in miei figli in un ambiente sano. Non è una pentita, non è una testimone e quindi?”. “Le abbiamo fatto cambiare città tre volte, perchè per tre volte è stata individuata. Per cui non può lavorare, i figli a scuola hanno difficoltaà. Per questo chiediamo una proposta di legge per aiutare questa gente che vuole rompere il cerchio, persone che devono essere tutelate perchè hanno voglia di vivere. Denise -ha concluso don Ciotti- vuole vivere. E’ coraggiosa come lo era la madre, che non ha voluto fare compromessi e , una volta che si e’ trovata di fronte a un bivio della sua vita, non ha avuto paura di scegliere da che parte stare”.

Dire – “Oggi alla Camera a incontrare la presidente è venuta Lea Garofalo. E’ entrata qui e ha incontrato, attraverso Denise, con la sua storia, la sua sofferenza, le sue fatiche le sue speranze, la presidente della Camera, in questa giornata che per tutti noi deve diventare una giornata che graffia nelle coscienze”. Cosi’ don Ciotti al termine dell’incontro tra il presidente Laura Boldrini e Denise, la figlia di Lea Garofalo. Don Ciotti ha ricordato che “Lea e altre donne hanno trovato il coraggio di uscire da certi circuiti. Alcune sono state uccise, altre devono vivere nascoste. Noi abbiamo tante persone che vivono nascoste nel nostro paese, che vivono in una condizione di clandestinità. E allora ci piacerebbe che tra i deputati e i senatori qualcuno si faccia carico di una proposta di legge: la chiamino ddl Lea perchè ci sono tante persone che sono clandestine, ma non sono ne’ collaboratrici di giustizia e neppure testimoni di giustizia. Sono persone che vogliono uscire da un certo circuito ma non possono” perchè, ad esempio, “non possono avere il cambiamento anagrafico e quindi non possono andare a lavorare con il loro nome o hanno i figli che vanno a scuola con il loro nome e vengono individuate”. “Chiediamo- ha aggiunto- una proposta di legge per tutelare le persone che hanno voglia di rompere con certi circuiti e hanno bisogno di essere tutelate perchè hanno voglia di vivere. Oggi abbiamo ricordato Lea, ma Denise porta questa espresione della vita e vorrebbe che nascesse un sistema che permetta a tanti altri di vivere”. E ha concluso: “Lea ci ha dato testimonianza di coraggio. Gli italiani devono imparare il coraggio di non scendere mai a compromessi cominciando dalla propria coscienza, dalle piccole cose e scegliere da che parte stare: dalla parte della giustizia, della liberta’ e della dignita’ umana”.



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