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Firmato il Protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia e Rete Dafne

27 Sep Firmato il Protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia e Rete Dafne

marcello-maddalena-protocollo-intesa-rete-dafneI servizi esistono ma non sono conosciuti abbastanza. Accade spesso nell’Italia dell’iperburocratizzazione: anche per questo è stato firmato il protocollo d’intesa tra il Ministero della Giustizia e Rete Dafne, al fine di creare una rete di supporto alle vittime di reato su tutto il territorio nazionale. Con questo accordo viene recepita la direttiva europea 29/2012, nella quale si prevede che gli Stati Membri istituiscano un servizio nazionale di assistenza alle vittime di tutte le tipologie di reato.
L’Italia, infatti, sul versante processuale ha già numerosi strumenti a tutela delle vittime, tuttavia mancano ancora dei servizi capillari su tutto il territorio che prevedano un’assistenza integrata: interventi, dunque, sul fronte psicologico, economico, medico, legale o linguistico.  Allo scopo di eliminare le disomogeneità esistenti il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha dato il via alla mappatura dei servizi esistenti sul territorio in collaborazione con Rete Dafne.
L’associazione, di cui fa parte anche il Gruppo Abele, offre un servizio gratuito alle persone vittime di reato grazie alla sinergia di amministrazioni locali, aziende sanitarie, autorità giudiziarie, forze dell’ordine e associazioni no-profit. La Rete Dafne opera in numerose città italiane e si rivolge a tutte le vittime, indipendentemente dalla loro età, genere, nazionalità, origine etnica, religione, condizione sociale ed economica. La Rete Dafne accoglie anche le cosiddette vittime secondarie: le conseguenze di un’esperienza traumatica non riguardano, infatti, solo le persone direttamente coinvolte ma anche famigliari e conviventi.
Sarà proprio Rete Dafne a trasmettere, per conto del Ministero della Giustizia, tutti i documenti utili alla mappatura delle associazioni che operano nel settore della tutela delle vittime del reato. L’ennesima dimostrazione che fare rete è importante per offrire un servizio realmente accessibile. “Il primo passo fondamentale è l’informazione, sapere esattamente di quali strumenti si può disporre”, ha commentato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, dopo la firma del protocollo.

 

(valentina casciaroli)



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